Orgoglio Eto'o: "Io leader". Ferrero: "E ora rispettateci"

Il presidente: "A gennaio ho speso proprio tanto". Il bomber: "Porto la voglia di vincere e crederci"

Ha firmato un contratto di tre anni e mezzo, fino al 2018, ed è stato presentato in pompa magna dall'esuberante presidente Massimo Ferrero. La frase: «A gennaio ho speso tanto... e ora tutti rispettino la Samp...». Samuel è arrivato come il fenomeno in grado di esaltare la già brillante squadra di Mihajlovic e di condurla, a suon di gol, al terzo posto valevole per i preliminari di Champions League, perché poi, altra frase presidenziale, «le finali di Champions non si giocano ma si vincono... Eto'o è un grande calciatore e sono orgoglioso di averlo alla Samp, gli ho fatto una corte spietata».

La sponda blucerchiata di Genova sogna ad occhi aperti. Il campione camerunense, 34 anni a marzo, ha già vinto tutto con Barcellona e Inter e, dopo l'altalenante esperienza in Premier League tra Chelsea ed Everton, desidera togliersi le ultime soddisfazioni. «Il presidente mi ha parlato dei suoi sogni e a me piace sognare» dice, «volere è potere e io sarò un leader nell'ombra che nello spogliatoio porterà la voglia di vincere e crederci» aggiunge. «Sì, la Sampdoria non era costruita per il terzo posto, ma siamo lì e ci proveremo», mette in chiaro. Quanto a Mihajlovic, «è un vero uomo, nella vita e sul campo, mi ricorda Aragones»

L'arrivo di Eto'o rievoca il passato della Samp. Sono, infatti, molti i calciatori ultra trentenni che, dopo trofei e riconoscimenti in club prestigiosi, hanno deciso di sparare le ultime cartucce in terra ligure. E non a tutti è andata bene. I primi due a raggiungere la Doria già da campioni affermati furono Ernesto Cucchiarioni e Lennart Skoglund sul finire degli anni '50. Cinque stagioni l'argentino arrivato dal Milan, tre lo svedese consacratosi nell'Inter: insieme condussero la Samp fino al 4° posto nel 1961. Positiva fu anche l'esperienza di Luis Suarez, che a Genova conquistò tre salvezze consecutive tra il '70 e il '73, mostrando gli ultimi lampi di genio dopo i trionfi nerazzurri. Ancora celebrato con affetto è Graeme Souness (che nel 1985 realizzò la rete decisiva per vincere la prima Coppa Italia della Samp), mentre strepitoso fu l'acquisto nell'86 di Toninho Cerezo, dalla Roma, a 31 anni, protagonista nella vittoria dell'unico scudetto del club nel 1991. Tra i big sbarcati a Marassi è indimenticabile Gullit. L'olandese del Milan confermò il suo valore in una doppia esperienza alla Sampdoria tra il 1993 e il 1995, culminata con la vittoria in Coppa Italia nel 1994.

Tasti dolenti, invece, se guardiamo chi, come Eto'o, di mestiere fa l'attaccante. Victor Munoz, osannato a Barcellona e colonna della Nazionale spagnola, a Genova fu un desaparecido , mentre ben più deludenti furono i flop di Jurgen Klinsmann e Giuseppe Signori. Anno sfortunato quel 1997. La "pantegana bionda", ex interista proprio come il camerunense, venne rispedito al Tottenham dopo soli sei mesi e due reti realizzate. L'ex bomber della Lazio durò una stagione. L'ultima, e più incredibile, vicenda blucerchiata riguardò Christian Vieri. Nel 2006, a 33 anni suonati, Bobo arrivò a Genova a giugno e non riuscì nemmeno ad esordire: rescissione consensuale dopo due mesi. È stato l'ultimo fuoriclasse ultra trentenne a vestire la maglia della Doria. Eto'o, che ha scelto il 99 che fu di Cassano, è pronto ad invertire questa negativa tendenza.

Commenti

linoalo1

Ven, 30/01/2015 - 10:49

Poveri illusi!Come se un solo giocatore e,per di più,straniero,potesse far vincere una Squadra!Quanti ci hanno già provato prima di voi?E,con che risultati?Lino.