Palermo, Corini: "Qui è come essere ad Hiroshima"

Corini è stato messo in discussione dal presidente Zamparini per gli scarsi risultati ottenuti dal Palermo: "Non accetto critiche strumentali autolesioniste"

Il Palermo sta vivendo l'ennesima stagione difficile: il club del Presidente Maurizio Zamparini occupa il penultimo posto della classifica con un solo punto di vantaggio su Crotone e Pescara a quota 9. La zona salvezza dista 7 punti e c'è ancora tutto un girone di ritorno per poter recuperare ma serve tranquillità. A fine novembre, il Palermo ha cambiato guida tecnica affidandosi ad Eugenio Corini che ha preso il posto dell'esonerato Roberto De Zerbi. L'ex tecnico del Chievo, però, è stato già delegittimato dal numero uno rosanero e in conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Sassuolo, ha parlato in questi termini: "Ho pensato al rischio esonero, ci sono critiche soggettive e oggettive, ma non accetto critiche strumentali autolesioniste. Sinceramente non mi aspettavo di essere messo in discussione perché ci sono stati miglioramenti. Poi non so perché non sia stato esonerato ma ci ho pensato anch’io a fare delle scelte. Quando scegli questo mestiere sai di poter andare via anche dopo una partita. Ho sempre pensato che senza un principio è complicato ripartire. Per quanto accaduto forse era giusto andare a casa. Poi ho pensato a chi lavora qui e a chi ama il Palermo. Mi è arrivato il pieno sostegno della città e ho preferito continuare".

Corini ha poi parlato della difficoltà di allenare in una piazza sempre calda come Palermo con il vulcanico Presidente Zamparini: "Voglio parlare da tifoso, da persona che ama il Palermo. Se non si esce dal limbo diventa complicato giudicare un progetto, anche con Guardiola o Mourinho. Non voglio essere strumentalizzato. Non si può dire che in ogni partita si rischia di andare a casa. Faremo di tutto per fare risultato perché lo meritano i tifosi e i ragazzi. Io resterei qui vent’anni, anche mettendomi in discussione, ma con una dialettica stabile. Io rimango qua, ma ogni partita a Palermo è una bomba atomica. Mica ci possiamo chiedere cosa succede ogni tre minuti, qui è sempre Hiroshima. Sono stati fatti sei punti in dodici partite e da quando sono venuto ci sono stati punti e miglioramenti significativi. Se non si capisce da dove siamo partiti tutto diventa difficile".