Pallavolista scrive al Papa: "Francesco, aiutaci a non giocare a Natale"

La lettera, apparsa sul quotidiano di ispirazione cattolica "Avvenire", è stata scritta da Davide Saitta, alzatore della Consar Ravenna

Non sarà certamente nè il primo lavoratore nè il primo atleta professionista a dover lavorare anche il giorno di Natale, ma lui prova lo stesso a rifiutarsi arrivando addirittura a scrivere una lettera a Papa Francesco. Davide Saitta, 32enne pallavolista originario di Catania che gioca nel ruolo di alzatore con la Consar Ravenna scenderà infatti in campo con la sua squadra a Trento, in una trasferta che impedirà ai giocatori della formazione romagnola di trascorrere a casa anche la vigilia.

Saitta, cattolico convinto, vorrebbe vedere sua figlia Noemi, di appena 8 mesi, festeggiare il suo primo Natale, quindi si è rivolto al Santo Padre con una missiva pubblicata dal quotidiano di ispirazione cattolica Avvenire: "Mi chiamo Davide, ho 32 anni e sono sposato con Nicoletta da 4 anni e mezzo. Abbiamo una bellissima bambina di nome Noemi, di quasi 8 mesi, e due bambini in cielo, saliti al Padre prima di uscire dal grembo materno, Karol e Davide jr. Per noi questa bambina oltre ad esser un dono magnifico è anche la dimostrazione della Misericordia di Dio nella nostra vita. Sono cresciuto in una famiglia cristiana che mi ha educato alla fede e a vivere intensamente i tempi liturgici di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua. Sento molto la responsabilità di essere anch’io per mia figlia un buon padre. Questo Natale 2019 sarà il primo di mia figlia Noemi. L'ho seguita caro papa Francesco alle GMG di Rio de Janeiro nel 2013, il cui frutto è stato l’incontro con mia moglie Nicoletta, e a quella di Cracovia nel 2016, primo pellegrinaggio da uomo sposato. Sono un pallavolista e gioco per la Consar Ravenna, società che milita nella Superlega italiana, ed il 25 dicembre saremo l'unica squadra in trasferta chiamata a scendere in campo e a lasciare le nostre famiglie dal pomeriggio della Vigilia fino alla notte del giorno di Natale.

"Inizialmente- ha proseguito il pallavolista nella sua lettera a Papa Francesco- volevo subire questa scelta perché sono stanco di intraprendere piccole battaglie, passare per il “rompiscatole” cattolico di turno. Di certo non mi diverto e sarebbe molto più semplice lasciar perdere e non espormi, perché esporsi è scomodo e genera persecuzioni. Stavo per arrendermi all’idea di lasciar perdere ma durante un’eucarestia di qualche giorno fa mi sono detto che portare avanti questa pacifica e legittima causa lo devo a me stesso, a mia moglie e soprattutto a mia figlia Noemi."

Dal canto suo la superlega, sul proprio sito ufficiale, ha motivato la decisione di giocare anche nel giorno della Natività a causa della variazione delle date delle qualificazioni olimpiche continentali. Mentre le altre competizioni continentali per chiudere la lista delle 12 partecipanti a Tokyo 2020 sono state inserite in calendario a partire dal 6 gennaio, la Confederazione Europea ha annunciato la sua qualificazione a partire dal 5 gennaio alla Max Schmeling Halle di Berlino. La giornata del 26 dicembre, che apriva il girone di ritorno, viene quindi necessariamente anticipata al 25 dicembre dato che i giocatori selezionati (insieme ai loro allenatori) possono essere chiamati dalle federazioni di appartenenza 10 giorni prima dell’evento, come prevedono i certificati di transfer internazionale.

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Commenti

gneo58

Ven, 06/12/2019 - 15:33

vergognati!, c'e' gente che nelle feste lavora per 2 soldi per portare a casa un pezzo di pane. Altri commenti sono inutili. Vergognati.!