Paternoster, la Venere del ciclismo conquista l'oro

Trono europeo under 23 per l'azzurra della Trek. Dal 2020 sarà compagna di squadra di Nibali

La Venere del ciclismo è italiana e vestirà i colori dell'Europa. È una bellezza, nel senso che è piacevolissimo vederla pedalare, ma anche quando è giù di sella non è da meno. Ieri Letizia Paternoster si è laureata campionessa continentale delle under 23. È un talento a livello ciclistico la trentina, ma grazie anche al suo appeal rende lo sport del pedale sicuramente più glamour. Corre per l'americana Trek Segafredo, la formazione diretta dal milanese Luca Guercilena, che per i prossimi due anni si è assicurato anche le prestazioni del fuoriclasse siciliano Vincenzo Nibali. «Ho conosciuto il ciclismo per puro caso racconta la ventenne ragazza della Val di Non che punta alle Olimpiadi di Tokio -. In cuor mio volevo solo seguire mio fratello maggiore. Dicono che sono una ciclista atipica? Questo non lo so, anche se oggi tante ragazze si stanno avvicinando al nostro sport e lo fanno sempre di più tenendo in considerazione la propria femminilità. A 5 anni rubavo le scarpe con i tacchi di mia mamma, poi già a 6 anni provavo i suoi trucchi. Modella? No, mi piacerebbe diventare modello. Simbolo di uno sport ancora guardato con diffidenza».

Letizia ha doppio passaporto, essendo italo-australiana (papà è nato in Australia da mamma australiana e papà italiano). Ha collezionato ad oggi 5 titoli mondiali su pista nella categoria juniores e otto titoli europei sempre su pista tra junior e under 23. Ieri l'oro continentale nella prova in linea su strada conclusasi con una voltata. Pilotata alla perfezione da Vittoria Guazzini e Elisa Balsamo (10°), la trentina ha preceduto la polacca Martina Lach e l'olandese Lonneke Uneken. Per la Venere del ciclismo si tratta del quinto titolo in questa stagione, dopo i tre europei in pista (Eliminazione, Inseguimento a squadre e Madison) e l'oro ai Giochi Europei sempre nell'inseguimento a squadre. «Il mio obiettivo è di continuare sia la carriera su strada, che quella su pista. A Tokyo 2020 vorrei fare bene in pista: nell'Omnium e nell'inseguimento a squadre».