Il Paulinho "italiano" regala la A al Livorno

La squadra di Spinelli ritorna dopo tre anni. Chiellini e Diamanti in tribuna a tifare per gli amaranto

Aveva mancato l'appuntamento con il gol nella finale di andata a Empoli, non ha steccato davanti al pubblico amico. Il ritorno del Livorno in serie A dopo tre anni porta la firma di Paulo Sergio Betanin, meglio conosciuto come Paulinho, l'attaccante brasiliano di passaporto italiano (nella regione di Rio Grande do Sul dove è nato 27 anni fa c'è una grande comunità di veneti). La punta, che gioca nel nostro paese dal 2004, è stato il trascinatore della stagione labronica: 20 gol nella stagione regolare, 4 centri nei playoff, un bottino uguale a quello che centrò due annate fa a Sorrento in Prima Divisione. Su di lui ha già messo gli occhi la Sampdoria, come ha confessato il patron labronico Spinelli.

Ma il salto di categoria è soprattutto merito di Davide Nicola, mister 40enne della provincia di Torino che alla prima stagione su una panchina importante (aveva allenato solo il Lumezzane) ottiene un risultato prestigioso. Finora era ricordato per quel gesto da calciatore del Genoa quando, dopo aver segnato un gol all'Atalanta, corse ad abbracciare una poliziotta bionda che assisteva alla gara da bordo campo. O ancora per la rete con la maglia del Torino nei supplementari della finale playoff contro il Mantova fu decisivo per l'approdo in A dei granata nel 2006. Genoa e Chievo lo corteggiano, il Livorno dovrà faticare per trattenerlo.

Applausi all'Empoli, che ha avuto il merito di allungare il torneo ai playoff grazie a un ottimo finale di stagione, e a Maurizio Sarri, 54enne napoletano prima impiegato di banca e poi diventato un esperto tecnico della categoria che un anno fa rischiò la squalifica per un suo coinvolgimento (indiretto) nel calcioscommesse.
Splendido il colpo d'occhio dei 20mila del «Picchi»: curva Nord del Livorno con una grande scritta («Combatti») e tante bandierine amaranto, rumorosa anche la schiera (circa 1.500) dei tifosi empolesi. Accoglienza ostile per l'ex Ciccio Tavano, in gol all'andata al «Castellani», al quale il tifo ultras di casa dedica uno striscione offensivo («Benvenuto all'inferno»). In tribuna i nazionali Chiellini, livornese di nascita e cresciuto calcisticamente nel club labronico prima di passare alla Juve, e Diamanti, pratese ma protagonista dell'ultima promozione in A della squadra di Spinelli.

Bastava un pari al Livorno per mettere le mani sulla promozione, meritata per quanto fatto vedere durante la stagione. Arriva la vittoria, siglata al 32' del primo tempo dal bellissimo colpo di testa di Paulinho su cross di Schiattarella - il migliore dei labronici nella partita decisiva -. L'Empoli, rinfrancato dal fatto di poter schierare il prossimo milanista Saponara e Regini (che solo oggi raggiungeranno l'Under 21 in Israele grazie alla decisione di buon senso perorata dal presidente Figc Abete), si affida al tridente (Saponara appunto, Tavano e Maccarone) che ha segnato due terzi dei gol stagionali biancazzurri. L'impresa è difficile, Big Mac manca clamorosamente il vantaggio al primo vero affondo empolese dopo un inizio positivo dei labronici, poi attacca ma non sembra avere la forza di ribaltare il risultato, anzi è Dionisi a mancare il 2-0 in contropiede. E al «Picchi» la festa tanto attesa può iniziare.