Peccato per Landa. Merita un po' di fortuna

Non vi nascondo che mi è rimasto l'amaro in bocca. Un po' perché speravo che la tappa andasse finalmente a Mikel Landa, il basco del Team Sky che si meritava di brindare ad una vittoria di tappa dopo tanta sfortuna (vi ricordate, ai piedi del Blockhaus rimase coinvolto in una caduta che in pratica lha tolto dai giochi per la classifica), e poi perché indossava la nostra maglia, quella azzurra dei Gpm, quella che premia il miglior grimpeur del Giro. Bravo in ogni caso l'americano Tejay Van Garderen, che si riscatta, battendo allo sprint il basco, e si è consola con una bella vittoria di tappa dopo aver anche lui abbandonato da tempo sogni di rosa.

Amaro in bocca perché mi aspettavo battaglia tra i tre fari della corsa: Dumoulin, Nibali e Quintana. È successo poco, e se avevamo bisogno di conferme le abbiamo avute: Dumoulin è un grande corridore. L'olandese si è lamentato perché Nibali e Quintana non si sono mossi quando è partito al contrattacco il transalpino Pinot. E perché mai avrebbero dovuto farlo? Sarà un problema della maglia rosa. Il colombiano e il siciliano puntano al bersaglio grosso, e spesso per sperare di vincere, bisogna azzardare di perdere. In ogni caso, il Giro non è ancora chiuso.