Pericolo Alioski, spalla di Pandev: il bomber inventato da Zeman

Nel Lugano il boemo l'ha trasformato da terzino a punta

Si ama o si odia: con Zeman non esistono mezze misure. C'è da scommettere che in Macedonia la stragrande maggioranza propenda per la prima ipotesi, visto che la nuova stella della loro nazionale è un prodotto del boemo al 100%. Ezgjan Alioski si è imbattuto in Zeman lo scorso gennaio, quando la sessione invernale di mercato lo aveva portato dalla B svizzera alla categoria superiore per indossare la casacca bianconera del Lugano.

Un terzino come tanti, Alioski, volonteroso, rapido, energico ma niente più. Zeman però non era soddisfatto del lavoro svolto dal giocatore in fase di contenimento, così dopo un paio di mesi decise di riprogrammarlo completamente, cambiandogli ruolo, compiti e fascia di competenza: da terzino sinistro ad ala destra, per sfruttarne la velocità in campo aperto e la facilità di tiro. Una scelta rivelatasi vincente contro ogni aspettativa, dal momento che Alioski è stato uno dei protagonisti, assieme al prestito juventino Donis (oggi al Nizza) e all'ex Milan Piccinocchi, della miracolosa salvezza del club ticinese, rimasto nella massima divisione elvetica a dispetto di una rosa nettamente meno attrezzata di tutte le altre.

Da sconosciuto a uomo-mercato, Alioski in estate è rimasto a Lugano (a differenza di Zeman) e ha fatto il botto: 7 reti e 3 assist nelle prime 10 giornate di campionato gli sono valse finora il primato nella classifica marcatori di Super League, nella quale si è messo alle spalle navigati bomber delle aree di rigore quali Doumbia e Janko. Una vena che non si è esaurita nemmeno in nazionale, dove il ct Angelovski lo schiera seconda punta alle spalle di Pandev, l'indiscussa stella (anche se un po' appannata) della selezione. Ma il primo gol macedone nella campagna di qualificazione a Euro 2018 l'ha segnato nella sconfitta 1-2 in Albania - proprio il giocatore del Lugano, che ha scelto di difendere i colori della Macedonia nonostante viva in Svizzera dall'età di un anno.

Una decisione, dice lui, presa con il cuore ma anche con la ragione. «Con la Macedonia ho avuto la possibilità di affrontare giocatori che fino a quel momento avevo guardato solo in televisione. Da un lato, ne apprezzi ancora di più le qualità, ma dall'altro ti rendi conto che sono uomini, non fanno parte di un altro pianeta». Quello contro l'Italia sarà il primo match in assoluto tra le due nazionali. L'ex terzino diventato bomber proverà a cambiare un destino che sembra già scritto.