Perisic libera l'Inter dalle catene di Donadoni

Quarta vittoria di fila in casa e 5° gol in campionato per il croato che toglie i nerazzurri d'impaccio. Raddoppio di D'Ambrosio. Poi il Bologna accorcia

L'Inter scopre l'arte della pazienza. Un'ora di accerchiamento del Bologna, rischi minimi e poi piazza l'uno-due da calcio d'angolo che stende la squadra di Donadoni. Davanti a Conte la sfida tra i papabili per la panchina della nazionale va a Mancini. Ma quello è il futuro, il presente dell'Inter si chiama Champions, che passa per la rincorsa al terzo posto e molto ci si giocherà nella sfida con la Roma nella prossima giornata. Che sarà accompagnata dal grande dubbio Icardi, ko dopo pochi minuti. E non ci sarà Palacio ammonito in pieno recupero, era diffidato. Ma si può contare su super Perisic.

Comunque Mancini conferma di aver ormai trovato l'identità all'Inter con due mediani bloccati davanti alla difesa e quattro a cui affidare le scorribande in attacco. Nella sfida tra i due Roberto, nessuna sorpresa di Donadoni. Pronti via e saltano le punte: il primo è Icardi che al minuto numero nove si procura una distorsione al ginocchio destro nel tentativo di allungarsi su un cross di Eder. Già questo basta a rovinare la festa per il compleanno numero 108 dell'Inter. Poi lo spavento lascia spazio alla speranza di riavere l'argentino a disposizione già contro la Roma. Ma nel dopopartita, il gelo: Mancini fa capire che non riuscirà a recuperarlo.Sei minuti e tocca a Destro chiamarsi fuori dalla contesa: l'ex nerazzurro esce malconcio da un contrasto, con una caviglia gonfia. Se Mancio sceglie Kondogbia e avanza Brozovic nei quattro moschettieri, Donadoni non cambia nulla, punta per punta, tocca a Floccari. Tolti i due riferimenti, la partita si incarta, a tratti anche confusa. Il Bologna contiene e riparte, ma Donsah spara fuori alla prima vera occasione. Dopo la mezz'ora riecco l'Inter che trova spazio sulle fasce, ma la coppia Gastaldello-Maietta anticipa o intercetta tutto. Quando escono dal guscio Ljajic e Perisic è un'altra squadra, se non fosse che l'ex Wolfsburg si sostituisce a Mirante respingendo una girata in area di Medel. Ljajic colpisce un palo esterno, mentre Miranda davanti al ct del Brasile Dunga, e nuovo capitano dopo l'uscita di Icardi, sfiora il gol da cineteca con un tacco al volo. Eder spostato al centro dell'attacco non riesce comunque a trovare il primo gol dell'avventura interista.

Troppo poco per una squadra che vuole rimanere agganciata al treno Champions. Senza nulla togliere al Bologna che incarta la partita, un maestro in questo Donadoni, soffrendo il giusto, come contro la Juve, non a caso quella rossoblu è l'unica squadra a essere riuscita a fermare la capolista nelle ultime diciannove giornate. Mancini ci prova con Palacio per Ljajic, ma a spaccare la partita è Perisic che mette in rete di testa a porta vuota sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con l'involontario assist di Donsah. L'Inter la chiude in quattro minuti, con un gol simile al primo, sempre da corner, con D'Ambrosio che sfrutta un'altra sponda sporca. L'ex granata festeggia tirandosi via dalle spalle l'errore di Torino con la Juve. Da allora l'Inter è ripartita, il gol di Brienza regala solo un accenno di paura, il terzo posto almeno per una notte è a due punti, aspettando notizie oggi da Udine. Per poi andare all'Olimpico con la Roma a giocarsi tutte le carte Champions.