Perisic tenta il colpo ma la Roma sventa l'assalto Champions

L'Inter vicina alla svolta, ma trasferte sempre tabù. Quarto gol di fila del croato, Handa evita il peggio. Poi Nainggolan rimette al sicuro il terzo posto

Quando segna Perisic, l'Inter fa sempre punti. Peccato per i nerazzurrri che sia solo uno, come a Verona, a Palermo e a Genova con la Samp, visto che Nainggolan raddrizza la partita sui titoli di coda ricacciando la truppa di Mancini bravo per lunghi tratti del match a incartare la partita al collega Spalletti - a -5 e dando la sensazione di un'occasione persa. La Roma frena la sua serie di otto successi consecutivi perché di fronte trova un avversario determinato e che sbaglia solo nell'occasione dell'1-1, quando Murillo si fa anticipare dal centrocampista belga.

Perisic, croato ex Borussia Dortmund e Wolfsburg, segna la quarta rete di fila, la sesta stagionale, e si dimostra il leader silenzioso di una squadra che gioca una partita giudiziosa e quasi perfetta sul piano tattico. Quella che scende in campo contro la Roma, pure rimaneggiata e senza una vera e propria punta di ruolo, è un Inter viva che riesce a mettere sui binari a lei più congeniali una gara che non la vedeva favorita. Il resto, almeno fino al guizzo di Nainggolan, lo fanno le parate di Handanovic che regala almeno tre interventi decisivi e che legittimano quindi il pareggio dei giallorossi. Così l'Inter non interrompe il suo digiuno di vittorie esterne (l'ultima il 6 gennaio a Empoli, manca ancora il colpo esterno nel girone di ritorno) ma quanto meno dimostra che può ancora dire la sua. Anche se la distanza dalla Roma resta ampia e le giornate diminuiscono.Gara intensa e combattuta, molto bloccata e con poche occasioni da rete nella prima frazione. Tanto che l'unica emozione la regala Handanovic, respingendo il tiro di El Shaarawy.

L'Inter gioca molto corta, tiene il ritmo basso e ogni tanto si propone a sinistra con l'imprevedibile Perisic che dà pochi punti di riferimento agli avversari. Molti i cross che arrivano nell'area romanista, quasi tutti preda di un Manolas ben posizionato. La Roma risponde con qualche fiammata, ma non riesce ad alzare la velocità delle sue azioni come inefficace è lo scambio di prima del pallone che in più di un'occasione facilita il recupero della sfera da parte dei nerazzurri. La ripresa si apre con il gol di Perisic ben servito da Brozovic (e in questo caso l'errore fatale è proprio di Manolas), così Spalletti rinnega la scelta iniziale del tridente leggero, inserendo Dzeko. Il bosniaco impegna Handanovic di testa, poi spara alle stelle un comodo tiro in area e devia una conclusione di Salah. Ai giallorossi manca un rigore (tocco di mano di Miranda sfuggito a tutti) e il forcing finale premia Nainggolan su un assist involontario di Dzeko che ciabatta malamente di destro.Prima della partita, Walter Sabatini ufficializza l'addio alla Roma a giugno. Niente di inatteso, già il 30 gennaio giorno di Roma-Frosinone e vigilia della chiusura del mercato invernale, si erano capite le intenzioni del ds giallorosso. «Ho parlato con il presidente Pallotta, lui si è mostrato disponibile, non ci sarà nessuna buonuscita da trattare», così Sabatini, primo acquisto dirigenziale dell'era americana iniziata nel 2011 -. Ora il dirigente in uscita completerà l'opera magari trattendo in questi tre mesi alcuni dei riscatti di giocatori (da Digne a El Shaarawy) sperando che ovviamente la squadra riesca a tagliare il traguardo del piazzamento Champions.