La perla di Shaqiri non basta alla Svizzera La Polonia è di rigore

L'ex interista segna il gol più bello del torneo Lewandowski latita, ma c'è Blaszczykowski

Domenico Latagliata

Il gol più bello degli Europei non basta alla Svizzera per raggiungere i quarti di finale. Passa la Polonia, infallibile dal dischetto e mai così avanti nella manifestazione continentale: zero errori dagli undici metri ed è un merito pure quello. Agli elvetici non resta altro se non la soddisfazione di avere vinto ai punti, recuperando lo svantaggio iniziale e sfiorando più volte il successo: alla rete di Blaszczykowski, come sempre tra i più positivi dei suoi, replicava infatti il vero e proprio gioiello di Shaqiri a meno di dieci minuti dal termine dei tempi regolamentari. Proprio lui, l'ex interista che Mancini aveva prima preteso e poi messo in un angolo fino a convincerlo che non fosse più buono per la causa nerazzurra spedendolo («per motivi di bilancio») allo Stoke City, in Inghilterra: la sua rovesciata dal limite dell'area cercata, voluta, trovata e incesellata: nella storia degli Europei solo Antonio Conte, in Italia-Turchia del 2000, aveva segnato con il gesto più spettacolare che ci sia spediva il match ai supplementari. Dove Fabianski, portiere polacco, salvava la baracca su un colpo di testa praticamente a colpo sicuro di Derdiyok: ai rigori, poi, l'errore decisivo lo commetteva Xhaka, il cui mancino finiva dritto in curva. Per gli uomini di Petkovic, ex tecnico laziale, la conferma che dagli undici metri la sorte non è dalla loro parte: la sola volta in cui la Svizzera aveva dovuto giocarsi ai rigori il passaggio del turno era infatti finita male, quando agli ottavi dei Mondiali 2006 Barnetta e compagni sbagliarono tre volte contro l'Ucraina.

Lode allora alla Polonia, per quanto vistosamente calata in corso d'opera e con un Lewandowski lontanissimo parente del cecchino ammirato in Bundesliga, dove nel campionato appena concluso ha timbrato il cartellino trenta volte. Ci pensava però Blaszczykowski, motorino della Fiorentina (in prestito dal Borussia Dortmund), a guidare i suoi: la sua conclusione di destro sul finire del primo tempo (assist di Grosicki) non lasciava scampo a Sommer e lo elevava al rango di giocatore imprescindibile, avendo contribuito a cinque dei sei gol della Polonia nella storia degli Europei (3 gol, 2 assist) e diventando il primo giocatore polacco capace di segnare due reti consecutive in un torneo internazionale dai tempi di Zibì Boniek nel 1982. Da lì in avanti la squadra di Nawalka, che al pronti via aveva sfiorato il vantaggio con Milik, quasi spariva dal campo: Fabianski era super su una punizione di Rodriguez e veniva pure salvato dalla traversa su conclusione di Seferovic. La perla di Shaqiri rendeva giustizia al risultato dei novanta minuti, quindi i rigori con il decisivo errore di Xhaka e l'en plein degli uomini in maglia bianca.