Più gomme che macchine, ma resta una sfida vera

Il grande coronamento dei progressi della Ferrari è arrivato puntualmente in Russia, con una prevalenza lieve ma compatta sulla British-Mercedes, perché entrambe le macchine di Vettel e di Raikkonen hanno conquistato una prima fila così ben augurale per l'odierno gran premio. Pensate, soltanto lo 0,08% (Q2) del tempo assoluto sul giro, con le due punte di Maranello divise appena dallo 0,06%, da una Mercedes d'Inghilterra che ha dominato dall'inizio di questa Formula 1 ibrida del 2014. Tecnicamente, con un Cavallino allo 0,20% di ritardo in Cina, allo 0,33% in Australia e allo 0,54% in Bahrain, ciò significa essere giunti in vetta, con una pratica equivalenza di valori, ma si apre a eccellenti prospettive: 1° perché la posizione in griglia è sempre più prevalente; 2° perché le configurazioni da gara sono quest'anno ancor più differenziate che in passato, con l'arrivo di queste strane gomme allargate da 6 g e con il loro degrado difficile da gestire. Infatti, sappiamo che le due vittorie a una della Ferrari, in questo inizio di stagione, sono state il frutto di una superiore capacità di utilizzo-pneumatici, con geometrie e con cinematismi di sospensioni più saggi e accorti, che hanno portato all'attuazione di strategie vincenti. Ma adesso, con il privilegio della Ferrari di partire al comando, le opportunità strategiche sono maggiori. E basterà rammentare che in questo gran premio, con gomme Ultra-Soft alla partenza, si attua una similitudine con il Gp d'Australia, dove la British-Mercedes ha retto per 17 giri soltanto, contro i 23 della Ferrari, attribuendone il comportamento alla causa determinante del successo. Senza contare che anche in Bahrain c'è stata similitudine di risposta delle gomme, con quel memorabile secondo lancio in Super-Soft, che ha dato la vittoria a Vettel. In chiave tecnica, ben si capisce, la contesa è più di gomme che di macchine; ma importante ne è la padronanza.