Pininfarina e Italdesign in cattedra

È la grande scuola italiana. Candeline per IED e Touring Superleggera

Enrico ArtifoniIn meno di un anno è finita un'era per le grandi firme italiane del car design e ne è cominciata un'altra di cui a Ginevra si vedono i primi frutti. Giorgetto Giugiaro, il fondatore di Italdesign, è uscito definitivamente di scena vendendo al Gruppo Volkswagen la quota di azioni che ancora deteneva. E anche la responsabilità dello storico atelier piemontese è passata di mano: le redini sono state prese da Filippo Perini, che ha lasciato la guida del design di Lamborghini. Italdesign rimane quindi a forte caratterizzazione tricolore, a conferma della validità di una scuola che continua a sfornare affascinanti proposte come quella esposta quest'anno a Ginevra: la GTZero, avveniristico studio di una Granturismo elettrica con telaio in fibra di carbonio, tre motori (due sull'asse anteriore e uno dietro), batterie in posizione centrale posteriore e carrozzeria shooting brake con porte che si aprono ad elitra. Realizzata su una piattaforma modulare, si avvale di un'aerodinamica attiva, con spoiler e flap apribili, e calza gomme Pirelli su enormi cerchi Oz da 22 e 23.Modulari anche gli interni, con una configurazione a due posti più due che possono diventare tre più uno e due bagagliai (uno sotto il cofano anteriore e uno dietro). Nell'abitacolo, realizzato con la collaborazione di Piquadro, non c'è neppure un pulsante: tutti i comandi sono su schermi a dietro al volante e a centro plancia. Per il powertrain, Italdesign dichiara 360 kW di potenza e un'autonomia di 500 km (da primato per una vettura elettrica) con possibilità di ricarica rapida (l'80% in soli 30 minuti). Come fa intuire il nome, è una supercar a emissioni zero anche H2 Speed. Con la differenza però che la concept di Pininfarina, la prima della nuova era dopo l'acquisizione da parte degli indiani di Mahindra, viaggia a idrogeno. Si avvale infatti della tecnologia fuel cell sviluppata da GreenGT (società franco-svizzera che progetta e realizza sistemi di propulsione puliti). A metà strada fra il prototipo da competizione e la supersportiva di produzione, ha un design di forte impatto visivo, con forme scolpite dall'aerodinamica che esprimono al meglio i valori di purezza, eleganza e innovazione che sono nel Dna di Pininfarina. Non mancano le citazioni di auto del passato, in particolare la Sigma Grand Prix del 1969. Ben 503 i cavalli di potenza del motore, con scatto da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e un tempo per il pieno di idrogeno di soli 3 minuti. ormai tradizione al Salone di Ginevra anche la partecipazione dell'Istituto Europeo di Design di Torino, che quest'anno, in occasione del suo cinquantesimo, presenta insieme, a Quattroruote, Shiwa, concept di una vettura a guida autonoma con quattro motori elettrici, batterie sul pianale e un abitacolo da carrozza.Con una nuova fuoriserie, l'Alfa omeo Disco Volante Spyder, celebra un compleanno importante (il novantesimo) anche la carrozzeria Touring Superleggera, che ha dato nuovo impulso alla tradizione della lavorazione artigianale, integrandola con l'impiego delle più avanzate tecnologie.