Pinot brilla ma vince Yates. Alaphilippe soffre e resiste. Gli italiani ancora assenti

Foix Prat d'Albis È un bellissimo giallo, con mille colpi di scena e una serie infinita di indiziati: quello che ci vuole per trascorrere qualche ora in relax in questa estate calda. Il giallo s'infittisce e i sospettati sono tanti. Uno su tutti: Alaphilippe. Tiene la maglia gialla, ma dopo essere stato accompagnato da simpatia e sorpresa, il sentiment è immediatamente virato in sospetto: ma questo quanto va? Ma è possibile che vinca la crono di Pau e arrivi secondo sul Tourmalet? Ma come può vincere il Tour uno così? Ieri la Grande Boucle ha fornito ulteriori elementi, in una tappa piena zeppa di salite (5 mila metri di dislivello) e il giallo è diventato più giallo.

Il francese si è difeso, ma ha vissuto la prima vera crisi di questo Tour. Ha subìto, patito, ma ha resistito con tenacia e volontà. È un Tour che va via veloce. Sarà che l'hanno disegnato molto bene (sarebbe stato l'ideale per il miglior Nibali, anche ieri in ritardo), ma la differenza, come sempre, la fanno i corridori e qui in Francia c'è il meglio del meglio. Con tutto il rispetto per il nostro beneamato Giro, qui la dimensione è di tutt'altro livello: quello che passa tra la Champions League e l'Europa Legue. Non c'è partita.

Paradossalmente la cosa meno importante di ieri è il vincitore: Simon Yates, che sfrutta ancora la sua innocua posizione di classifica per fare il bis dopo la tappa di Bagnères de-Bigorre, al termine di una corsa che è filata via a quasi 39 di media: manco fossero in scooter. La notizia del giorno, come detto, è scoprire Alaphilippe in difficoltà: un inedito. A fare però il diavolo a quattro è il «signore dei Pirenei», il trionfatore del Tourmalet, che anche ieri ha mostrato uno stato di salute esagerato: Thibaut Pinot. Il francese che ama l'Italia, di fatto si riprende quanto la settimana scorsa ha lasciato per strada a causa del vento; un ventaglio che gli è costato la bellezza di 100 secondi.

Con cinque attacchi nei sei chilometri finali, Pinot sistema tutti e fiacca anche le velleità di un ragazzo di talento come il colombiano Egan Bernal. Gli resiste soltanto Landa, ma solo perché si era portato avanti con il lavoro sul muro di Peguere, a oltre quaranta chilometri dal traguardo. Che dire: il giallo è ancora ben lontano da essere risolto. Al traguardo, 33 dopo Yates, Pinot è secondo davanti a Landa. Poi ecco alla spicciolata Buchmann e Bernal a 51, Thomas a 1'22 con Kruijswijk e Valverde. La maglia gialla chiude 11° a 1'49. Primo dei nostri, come al solito, Fabio Aru 26° a 4'45. È un giallo bellissimo, per noi è solo nero.

Ordine d'arrivo 15ª tappa: 1. Simon Yates (Gbr/Mit) in 4h47'04'' (media 38,7 km/h), 2. Pinot (Fra) a 33'', 3. Landa (Spa) st, 5. Bernal (Col) a 51'', 7. Thomas (Gal) a 1'22'', 11. Alaphilippe (Fra) a 1'49''. Classifica: 1. Alaphilippe (Fra/Dec) 61h00'22''; 2. Thomas (Gal) a 1'35'', 3. Kruijswijk (Ola) a 1'47'', 4. Pinot (Fra) a 1'50'', 5. Bernal (Col) a 2'02'', 17. Aru a 14'15''. Oggi riposo.