Pioli, suo papà e i fratelli. È la saga dei portalettere

Stasera Juve-Lazio. I famigliari del biancoceleste sono postini e allenatori. "E pure io da ragazzo ci avevo fatto un pensierino"

«Mio padre e i miei due fratelli hanno fatto i postini. Mi piace andare in bici e quand'ero piccolo pensavo che non sarebbe stato male se avessi fatto anch'io il portalettere». Questo confessò, un paio d'anni fa, Stefano Pioli mentre lo celebravano per aver portato il Bologna alla seconda salvezza di fila. Poi, purtroppo, venne esonerato.

Domani Pioli si presenta a Torino da ex. Alla Juve arrivò infatti a 19 anni, dal Parma. Era il 1985 e all'epoca, il martedì mattina, passava a prenderlo Massimo Bonini, partendo da San Marino. «Stefano si addormentava in macchina - ricorda l'ex biondissimo mediano bianconero -, neanche mi faceva compagnia...».

A Parma abita ancora la famiglia dell'allenatore della Lazio e i fratelli minori vivono a San Polo Torrile. Entrambi, come il genitore, consegnano la posta. E tutti e due, come il fratello più noto, fanno gli allenatori. In squadre dilettantistiche del paese, però. Leonardo guida la "Piccardo e Savorè", nome da portata gastronomica, e ha un cammino da Juve (+ 13 sulla seconda e una sola sconfitta), perciò ha già raggiunto la promozione. In promozione. Il calcio resta il suo dopolavoro, non ha mai smesso di fare il portalettere, neanche adesso che il fratello maggiore è in zona Champions.

Leonardo ha cominciato a lavorare giovanissimo, dopo aver provato senza grande successo la carriera professionistica: giocava libero (Stefano era terzino, poi centrale). Fu quasi preso dal Bologna ma saltò tutto per un menisco. In fondo anche il fratello più noto venne scartato dai rossoblu perché giudicato troppo lento. Tutti e due passarono poi al Parma che li acquistò spendendo 4 milioni di lire. Leo è rimasto fra i dilettanti anche in panchina, aggiudicandosi parecchi campionati.

E il doppio incarico, in posta e sulla panca, ha pure il minore dei fratelli Pioli, Danilo, tecnico del San Polo Torrile (ultimo in seconda categoria), dopo un'esperienza al Milan club Parma. Che non è un sodalizio di tifosi ma una squadra vera. E il pater familias Pasquino, ora che ha abbandonato il lavoro di portalettere è dirigente di una squadra allievi. Dello Juventus Club Parma, neanche a farlo apposta.

La dinastia dei Pioli calciatori prosegue con i figli dei fratelli di Stefano, entrambi centrocampisti: Filippo è al comando della promozione con il Brescello, mentre Francesco è in seconda categoria, allo Juventus club, assieme a Gianmarco, figlio proprio di Stefano. Un mese fa la squadra bianconera (ma a strisce orizzontali) del nipote e del figlio di Pioli ha giocato in amichevole a Formello con la Lazio, perdendo 9-0. Ma la partita rappresenta un momento di grande orgoglio per tutti i Pioli. Una famiglia divisa tra pallone e lettere da consegnare. Anche se magari la terza generazione dei Pioli si dedicherà ad altri mestieri.