Pantani, il pm di Rimini chiede l'archiviazione: "Si è trattato di suicidio"

La mamma del Pirata annuncia su Facebook: "Sentenza dura, ora inizia la guerra"

“Non sono emersi elementi a sostegno dell'omicidio”. È questa la conclusione a cui è giunto il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli in merito all’esposto presentato lo scorso anno dalla famiglia di Marco Pantani affinché si scoprisse la verità sulla sua morte, avvenuta nel 2004.

Non “emergono – scrive il pm che ha chiesto l’archiviazione del caso - elementi che facciano ipotizzare condotte dolose della polizia giudiziaria per alterare i risultati delle indagini” e manca persino “un possibile sospetto o un plausibile movente”. Pantani morì in una stanza del residence riminese Le Rose, chiusa dall'interno, dopo aver assunto un mix di psicofarmaci e cocaina ma la procura di Rimini esclude “l'ipotesi di un'assunzione sotto costrizione”, accreditando quindi il sospetto di un omicidio. “Né la notizia di reato né gli esiti delle indagini - scrive il pm Giovagnoli - hanno fatto emergere neppure il nome di un possibile sospettato, diverso dalle persone già processate, o di un ipotetico movente. Nessun elemento concreto è emerso neppure a carico delle persone già processate”.

Anche il professor Franco Tagliaro, consulente della Procura, ha sottoscritto le conclusioni a cui nel 2004 era giunto l’allora consulente del pm, Giuseppe Fortuni, in merito all’assenza di elementi che facciano pensare sospettare di terze persone. “La morte – spiega Tagliaro - sarebbe avvenuta anche in assenza di cocaina, questa però ha avuto un ruolo devastante nel manifestarsi e svilupparsi della sindrome depressiva che ha portato all'assunzione del farmaco”. “Le lesioni sono compatibili con quelle riscontrate in casi di crisi convulsive, - sostiene il consulente mentre si può escludere la possibilità che siano state inflitte da terzi”. La porta della stanza del residence, invece, fu forzata perché c’erano dei mobili che ostacolavano il normale ingresso. Nessuno poteva entrare o uscire, il Pirata era da solo quando è morto.

Secondo Giovagnoli, l’esposto di Antonio De Rensis, legale della famiglia Pantani, non era teso a scoprire nuovi elementi sul caso ma “a far dubitare della correttezza e adeguatezza delle indagini del 2004 e a far ritenere falsi i suoi risultati, verosimilmente per cercare di cancellare l'immagine del campione depresso vittima della tossicodipendenza e dell'utilizzo di psicofarmaci”. Pronta la replica di De Rensis: "Ho letto da qualche parte che noi avremmo fatto allusioni noi non abbiamo fatto alcuna allusione al lavoro di alcuno, quello che noi abbiamo scritto lo hanno detto altre persone, noi cosa dovevamo fare, non dirlo al pubblico ministero? Se per qualcuno queste sono illazioni, per me queste sono delle testimonianze, che è una cosa diversa. Vedremo come altri appartenenti alla magistratura interpreteranno, se diranno che gli infermieri si sbagliano, ricordano male, che l'albergatore si ricorda male, vedremo. Sono testimonianze raccolte con indagini difensive blindate, fonoregistrate in presenza di un sacco di avvocati, tra cui quelli dei testimoni". Nelle intenzioni di De Rensis c’è la volontà di richiedere al Gip di portare le indagini alla Procura generale di Bologna. Il giudice potrebbe accogliere le richieste della procura riminese oppure disporre nuove indagini. Lo sdegno per la scelta della pm di Rimini è espresso anche dalla madre di Pantani, via Facebook: “Aspettavo questo dopo aver visto l'indifferenza del Procuratore. Sentenza dura, ora inizia la guerra".

Commenti

st.it

Dom, 06/09/2015 - 09:02

sono troppe le omissioni, troppe le incongruenze , per rifare una indagine condotta sulla scia di uno sputtanamento personale spinto oltre ogni limite . E' difficile fare di peggio , e alla fine è saltato l'anello più debole della catena.

Gioa

Dom, 06/09/2015 - 09:27

CI RIVOLGIAMO AL PARODUCAROTRE CHE HA ARCHIVIATO IL CASO PANTANI...SE LA PORTA DELLA STANZA FU FORSATA CHI L'AVREBBE FORZATA PANTANI DOPO MORTO?., UNA RAGIONE E FORSE ALTRE MILLE PER NON MOLLARE E CERCARE LA VERITA' ASSOLUTA!!. E' PIU' FACILE ARVHIVIARE.... LASCIARE UN CASO DI COSI' GRANDE LEVATURA SENZA AVER FATTO CHIAREZZA E' PEGGIO CHE COMMETTERE UN REATO..... PROCURATORE RIAPRA IL CASO E NON CHIUDA FINCHE' LA VERA VERITA' NON VIENE FUORI....LEI E TUTTI NOI VOGLIAMO SAPERE!!.

Gioa

Dom, 06/09/2015 - 09:51

ANCHE VAN GOGH SI SUICIDO'...E COME LUI ALTRI GRANDI GENEI E SCIENZIATI. DI RECENTE ROBERT WILLIAMS, ATTORE DI GRANDE SPESSORE E TALENTO SI E' SUICIDATO. ERA UNA PERSONA DI GRANDE UMANITA', OTTIMISTA, ENTUSIASTA ECC..UNA PERSONALITA' POSITIVA, CON I SUOI FILM LANCIAVA MESSAGGI UMANITARI...POI GLI FECERO "PIAZZA PULITA INTORNO"... SI E' SUICIDATO!!. SIGNOR PROCURATORE, E' CHIARO CHE IL SUICIDIO NON E' OMICIDIO. ED E' PUR VERO CHE SE NON ESISTONO PROVE DI OMICIDIO, ALLORA E' SUICIDIO. ROBERT WILLIAMS, APPRENDIAMO DAI MASS MEDIA CHE NON E' STATO SPINTO AL SUICIDIO...PERO' IL GESTO L'HA COMPIUTO. OMICIDIO E SUICIDIO DUE CASISTICHE COMPLETAMENTE DIVERSE, MA NON DEL TUTTO....

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Italia Nostra

Dom, 06/09/2015 - 09:54

Essendo stato un grandissimo campione, come tutti quelli troppo bravi Pantani dava fastidio, vinceva troppo (anche quando gli chiedevano di perdere) e soprattutto non si assoggettava al sistema. Oggi sono sicuro che il suo fu un omicidio. Sono troppe le incongruenze. E poi le telecamere dell'albergo e quelle della farmacia dirimpetto allo stabile 'non funzionavano' semplicemente così? Ma dai... chi ha le capacità tecniche di disattivare o manomettere circuiti del genere? L'albergo dove era lui verteva in difficoltà enormi e tutto ad un tratto questi trovano i soldi per ristrutturare tutto l'edificio (cancellando poi definitivamente qualsiasi possibilità di ritornare sulla scena originale della morte?).

Gioa

Dom, 06/09/2015 - 10:37

Italia Nostra. GRANDE!!. NON L'HO SCRITTO MA IL MESSAGGIO DEL MIO COMMETTO E' COME IL TUO. UN GENIO O GRANDE CAMPIONE LO E', E BASTA!!. LO E' PER PASSIONE, VOLONTA', ECC... LO E' PERCHE' E' COSI'. I SOLDI NON COMPRANO I NOSTRI VALORI UMANI, PANTANI NON HA VENDUTO NULLA DI QUELLO CHE ERA, NON HA VENDUTO IL SUO TALENTO. L'HA MESSO A DISPOSIZIONE DEL MONDO, PER NOI TUTTI, SENZA CHIEDERE NULLA SE NON LA DIMOSTRAZIONE CHE SE VUOI PUOI FARCELA....(AVREBBE APERTO UNA SPERANZA DI UMANITA"...). PERSONE COSI' COME SCRIVE ITALIA NOSTRA DANNO FASTIDIO... LA MAGISTRATURA DI TUTTO IL MONDO ABBIA IL CORAGGIO DI DIFENDERE LE PERSONE COME PANTANI, STARETE MEGLIO ANCHE VOI: SARETE AMPIAMENTE RIPAGATI. PER DIFENDERE I GRANDI TALENTI NON BISOGNA ESSERE EROI, NATURALMENTE "LA LEGGE UMANA CE LO CHIEDE".

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 06/09/2015 - 11:05

Gioa - Purtroppo è cosi, viviamo in un posto dove la meritocrazia non conta, anzi è un nemico da combattere. Pantani è e sarà un campione irraggiungibile (pensate a come si riprese dall'incidente!). L'unico ad aver vinto il Giro d'Italia e il Tour de France consecutivamente. Ma, a parte il grande campione che è stato, Pantani rappresenta la riscossa di tutti coloro che hanno i numeri e che possono farcela ANCHE in Italia. E non è poco. E per chi manipola il sistema, Pantani diventa l'Eroe per la gente ma il nemico pubblico numero uno per chi manovra il teatrino Italia.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Dom, 06/09/2015 - 11:06

Marco, ho fatto della bicicletta anch'io per anni, e di salite ne ho fatte tante. So quanto è dura. Non ti dimenticheremo mai!!