La prima pole position dell'olandese al volante. Max adesso fa paura

La Red Bull motorizzata dalla Honda ora vola Verstappen fa il resto. Leclerc sbaglia ancora

Il momento non è soltanto magico. È anche storico. Max Verstappen sta riscrivendo il libro della Formula 1, riempiendo anche l'unico vuoto che era rimasto nel suo impressionante curriculum: al 93esimo tentativo si prende la prima pole della sua vita da corsa. Non migliora nessun primato perché Vettel, Leclerc e Alonso erano arrivati in pole prima di lui che ci è riuscito a 21 anni e 10 mesi. È comunque il centesimo uomo a partire in pole Vecchio per strappare un record. Giovanissimo pensando al futuro che ha davanti: un titolo (molti titoli) mondiali. I 9 decimi di distacco che ha dato al suo compagno di squadra (il povero Gasly) raccontano ancora di più la sua forza. Oggi Max è l'unico pilota che sposta un'onda arancione di tifosi da una gran premio all'altro. Una volta c'era l'onda Rossa. Oggi i tifosi Ferrari ci sono ancora, ci mancherebbe, ma quelli olandesi hanno più occasioni per farsi vedere, per fare festa.

Max si è preso la pole nell'ultimo settore della pista, quello più guidato, quello dove emergono meglio le qualità del telaio della Red Bull, quello dove la Ferrari paga tutto (Vettel è stato il più veloce nel primo settore, quello da motore). Ma è stato fantastico per tutto il giro, rifilando 9 chilometri di differenza a Leclerc in curva 4 per fare un esempio. Difficile pensare che in gara possa andare in crisi. Ha gestito benissimo tutto il weekend e partire per la prima volta davanti gli regalerà una prospettiva diversa. Deve solo imparare a partire visto che in Austria e in Germania (dove poi però ha vinto) ha perso parecchie posizioni.

Sono tempi duri per i grandi vecchi della Formula 1. Perché se Verstappen sta riscrivendo la storia cercando di scalfire il mito Hamilton (qui dove ha ottenuto 6 pole, stranamente in crisi, battuto da Bottas), qualche posizione più giù c'è Charles Leclerc che per la quinta volta di fila partirà davanti al suo capitano (6-6 il bilancio per ora) nonostante l'errore imperdonabile in Q1 quando è andato a sbattere all'ultima curva rovinando il retro della SF90 e costringendo i meccanici a un extra lavoro. «Un errore così non è accettabile», ha ammesso Charles sempre severo con sé stesso. Ha ragione. Perché è la seconda volta (dopo Baku) che sbaglia quando non serve. Deve imparare a saper gestire meglio i rischi. Ha talento da vendere, ma si vedono tutti i 60 gran premi di differenza che ha con Verstappen. Max ha imparato a non sbagliare più, Charles sta ancora andando a scuola.

Difficile, se non impossibile, che la Ferrari riesca a trovare una colomba nel cappello e a ribaltare la situazione in gara. Ha un grande vantaggio nel primo settore (Vettel lo completa in 27042; Verstappen in 27138), ma non abbastanza per poter essere davvero competitiva. «Non sono contento al 100% del mio giro, ho fatto un errorino nel secondo settore, ma sapevamo che su questa pista dove il carico aerodinamico conta tantissimo, avremmo avuto delle difficoltà», ha ammesso Seb. Per fortuna dopo le vacanze arriveranno Spa e Monza. Anche se il suo primo obbiettivo sarà quello di battere il suo compagno.