Il primo mondiale con il Var, tutte le novità

Debutto al mondiale per la tecnologia Var, l' obbiettivo è una drastica riduzione degli errori, ci saranno alcune variazioni rispetto all' utilizzo nel campionato italiano, quattro arbitri al posto di due al Var, tecnologia 3 d e più telecamere a disposizione nel caso di fuorigioco dubbi

Il Var fa il suo debutto ai Mondiali 2018 in Russia, che saranno i più tecnologici della storia del calcio.

La tecnologia Var sarà dunque utilizzata in tutte le partite dei mondiali, con alcune differenze rispetto a quanto abbiamo visto in italia. Il protocollo resta immutato ma la prima differenza rispetto alla serie a è che tutto il sistema var si riunisce in un'unica centrale operativa. Le partite saranno visionate da Mosca, ovunque si giochino nella Fifa Var Room che sarà collegata a tutti gli stadi attraverso una reta in fibra ottica in modo da rendere più sicura e veloce ogni tipo di comunicazione. Aumenta anche il numero di arbitri, si passa dai consueti due a quattro che saranno impiegati in ogni partita del mondiale, Var e Avar, con competenze specifiche all' interno della Fifa Var Room. La figura principale resta quella del Var, l'unica che avrà contato diretto con l'arbitro in campo. L'Avar1 avrà il compito di seguire la continuazione del gioco, nel momento in cui il Var principale sarà impegnato nel silent check. L'Avar2 si concentrerà esclusivamente del fuorigioco con telecamere aggiuntive. L'Avar3 dovrà invece sovrintendere le operazioni degli altri strumenti di controllo. Grande innovazione per quanto riguarda i fuorigioco con un sistema a tecnolgia 3 D attraverso due telecamere posizionate sui 16 metri che dovrebbero assicare la certezza della decisione. L'ultima grande novità riguarda la comunicazione, infatti gli spettatori allo stadio potranno ricevere una rapida spiegazione di quanto accaduto tra campo e Fifa Var Room. L'idea è quella di trasmettere le immagini su un maxischermo, accampagnano le visioni delle immagini con una spiegazione in inglese. in modo tale da rendere più trasparenti possibili le decisioni prese.

L'obbiettivo è la drastica riduzione dell'errore umano, cosi come avvenuto nell' ultimo campionato italiano, seppur con molte polemiche. Anche il mondiale apre quindi le porte alle tecnologia nel mondo arbitrale, si rinnova e in un certo senso va contro se stesso e la sua storia. Il gol fantasma di Geoff Hurst nei mondiali 66, la mano de dios di Maradona a Messico 86 oppure i clamorosi errori di Byron Moreno contro l'Italia nel 2002 sono episodi entrati nel mito dei mondiali e senza di essi la storia del calcio sarebbe probabilmente cambiata.