"Il prodigio di Simeone: ribaltare una mentalità perdente"

L'ex ds: "Diego in due anni e mezzo ha fatto i miracoli. E chissà..."

L'unico giocatore dell'Atletico Madrid sul podio del Pallone d'oro è Paulo Jorge Futre, secondo nell'88, alla prima di 7 stagioni con i colchoneros. Per un biennio era stato alla Reggiana, dal '93, al Milan disputò una sola partita di campionato a causa di un grave infortunio. Chiuse la carriera a 32 anni, in Giappone. Dal 2000 fu ds dell'Atletico, sino alla morte del presidente Jesus Gil y Gil, oggi cosa fa?

«Tanta tv - racconta l'ex trequartista, 48enne - e vivo fra Madrid e Lisbona. Ho il programma sportivo La notte di Futregol e anche LigaFutre, su Cmtv. Da 7 anni scrivo per il giornale spagnolo Marca e per il portoghese Record».

L'Atletico si è aggiudicato lo scudetto della stella, interrompendo 9 stagioni di egemonia fra Real e Barcellona. È favorito per la Champions?

«È una finale, ha il 50%, mi aspetto una grande partita. Il Real ha la supremazia economica, con quel Bale pagato 100 milioni di euro. Un anno fa, però, il mio Atletico l'ha battuto nella finale di coppa del Re, addirittura al Bernabeu».

Nel 2011 al Catania Diego Pablo Simeone non venne riconfermato. Come vinse due coppe europee, già nella stagione successiva?

«Sono senza parole, per questi due anni e mezzo. Arrivò che eravamo a 4 punti dalla Seconda divisione, ha cambiato la mentalità e risolto il casino che regnava nel club: nel rapporto con i tifosi, in squadra; tutto era perdente. Gli bastarono 7 mesi per aggiudicarsi l'Europa league contro l'Atletico Bilbao e la Supercoppa con il Chelsea. La scorsa primavera fu in lizza per la Liga sino a febbraio, sabato è arrivato a un titolo incredibile».

Il belga Courtois è il miglior portiere al mondo?

«Oggi senz'altro, tanto più che ha 22 anni».

Quasi certamente non giocherà il bomber Diego Costa, al mondiale con la Spagna.

«Spero nel miracolo».

I punti di forza dell'Atletico?

«Regge sempre sino alla fine, difende molto bene, mostra personalità anche contro squadre più ricche e accreditate come Milan, Barcellona e Chelsea».

Il bresciano Andrea Berta venne trascinato in tribunale dal presidente del Parma Ghirardi, collaborò con il Genoa, ora è il responsabile del mercato della roja-blanca e vale due milioni, da pagare al presidente Cerezo.

«La clausola compromissoria per un dirigente è rara, svolge un grande lavoro».