Il Qatar fa le prove dei Mondiali 2022. Italiani convinti da 3,7 milioni di motivi

A Doha hanno fame di calcio. Juve e Napoli fanno un'abbuffata di euro, la Lega benedice. Il futuro è all'estero

Quasi due milioni di motivi ciascuno. Due milioni di euro a testa per giocare la Supercoppa italiana ad oltre 5mila chilometri di distanza dall'Italia. Juventus e Napoli sono pronte a scendere in campo in Qatar, a Doha: un inedito, sia perché è la prima volta che la competizione si gioca in Medio oriente, sia perché non si era mai giocata nelle precedenti 26 edizioni a ridosso di Natale. Per la settima volta, la quarta negli ultimi sei anni, il trofeo in palio tra chi ha vinto lo scudetto e la coppa Italia si disputerà dunque oltre confine. Dopo Washington nel 1993, Tripoli nel 2002, New York nel 2003 e le tre edizioni a Pechino tra il 2009 e il 2012, lo sbarco in Qatar, terra di sceicchi e di ricchezza. Una tendenza che testimonia la volontà delle società italiane: meglio spostarsi dal Belpaese pur di incassare qualche milione di euro in più.

«In Qatar non si poteva certo giocare d'estate», avevano fatto sapere dalla Lega Calcio al momento dell'assegnazione. Indiscutibile, come certo è il profitto di cui beneficeranno le due squadre: 3,7 milioni totali (da dividere a metà, il 90% del totale, mentre il restante 10% andrà alla Lega), di cui 2,5 sborsati direttamente dal Paese organizzatore e il resto dai diritti televisivi. Il tutto con spese di trasferimento, vitto e alloggio offerte. A garantire quasi interamente le entrate per bianconeri e azzurri sarà la Aspire Zone Foundation, società promotrice dell'evento, dietro alla quale c'è il sostegno della facoltosa Qatar Football Association, governata da Hamad bin Khalifa bin Ahmad Al Thani, sceicco imparentato con le proprietà del Psg e del Manchester City. Questo evento servirà al Qatar, affamato di calcio e organizzatore del Mondiale 2022, per dimostrare di essere in grado di ospitare grandi manifestazioni di livello internazionale.

Contenti loro, quindi, e felici Juventus e Napoli, che potranno salutare il loro 2014 con un introito positivo da aggiungere ai propri bilanci. L'accordo tra i due club e la Lega è stato immediato e si sono evitate le polemiche del 2013, quando la querelle Lotito-Juventus ha infiammato l'estate, fino all'intesa per la spartizione dei proventi della Supercoppa giocata quell'anno, ad agosto, all'Olimpico di Roma. La Lazio voleva giocarla a tutti i costi a Pechino, la Juve non voleva interrompere prematuramente la tournée in Nordamerica. Così, dei 2,4 milioni di euro tra incasso e diritti tv, 1,8 milioni andarono ai biancocelesti e i restanti 600 mila ai bianconeri. Fu quello il più grande guadagno per una Supercoppa disputata in Italia. Andando all'estero, però, si superano sempre i 3 milioni complessivi. Ecco perché il futuro di questo trofeo è, e sarà sempre, lontano da casa.