Quanti applausi al trentino

Se il buongiorno si vede dal mattino, beh, lo spettacolo è assicurato. È stata sufficiente una tappa con qualche salitella, per vedere finalmente un ottimo spettacolo. Mi è piaciuta un sacco la tappa di ieri, soprattutto per come è stata interpretata dalle squadre.

Bravissimo Cesare Benedetti, una vita da gregario che ha saputo tradurre in vittoria una fuga lunghissima in una tappa tutt'altro che facile. Però quello che mi ha impressionato di più oltre al nostro Nibali, sempre lì nel vivo della corsa è stato lo sloveno Primoz Roglic. Pedala in agilità e non getta al vento neanche un briciolo di energia. Sempre là in fondo, anche nel gruppetto dei migliori, come seppe fare Eddy Merckx nella tappa del Jafferau, quando in avanscoperta c'erano Fuentes e Galdos. Il Cannibale quel giorno fece lavorare gli altri, prima di aprire il gas. Ieri lo sloveno ha fatto lo stesso, in attesa di scatenare l'inferno.

È probabile che il nostro Vincenzo ce la possa fare, ma per come si muove, per come corre, per l'intelligenza tattica dimostrata, questo Roglic sarà difficile da battere.