Le quattro giornate di Napoli per un lieto fine

Hamsik&C. a caccia dell'impresa per ribaltare l'1-3 dell'andata. E domenica c'è la Lazio

Angelo Rossi

Napoli Le quattro giornate di Napoli. Per dare un senso a una stagione che rischia l'archiviazione senza alcun titolo. Stasera la Juventus, che va battuta con almeno due reti di scarto (senza subirne) per prendersi la finale di Coppa Italia, passaggio obbligato per alzare il trofeo minimo. Domenica la trasferta in casa della Lazio: dopo l'autoesclusione dell'Inter, sarà l'ultimo scoglio per blindare la zona Champions. Va in scena al San Paolo il replay della sfida infinita contro i bianconeri, scampati in campionato alla furia disordinata degli azzurri, dominatori nel gioco ma non nelle conclusioni vincenti.

Il Napoli non ha scelta, deve stravincere. Per farcela, deve attaccare. Quindi orgoglio e passione, possesso palla e pressing. I rivali partono da una discreta dose di tranquillità: il 3-1 dello Stadium è un mezzo lasciapassare. Calma e sangue freddo, controllo della partita e zero sbavature in fase difensiva. Non avrebbe senso attaccare a testa bassa, o rischiare soltanto per farsi belli: pragmatismo puro per Allegri, catenaccio per gli esteti del football. «A me questa storia dà fastidio, detesto la negatività che si è creata dopo un pareggio. Il Napoli è forte, ha un gioco simile al Barcellona: vuol dire che stasera faremo le prove generali di Champions (intanto Mediaset ha deciso che trasmetterà in chiaro su canale 5 sia l'andata che il ritorno contro i catalani, ndr)».

Sarà una Juventus trasformata, quasi rivoluzionata, rispetto a tre giorni fa: Neto tra i pali, troverà posto Rugani, Alex Sandro a sinistra sulla linea mediana, sul lato opposto Cuadrado per Lemina, a centrocampo Sturaro per Marchisio, in attacco Dybala a fare da suggeritore per Higuain visto che Mandzukic è out. Per il Pipita altra abbondante razione di fischi, il San Paolo gli ha impresso a fuoco sulla pelle il marchio del traditore. Adesso che lo sa, meglio farsene una ragione.

Napoli abbastanza sereno, al punto da saltare il ritiro pre-gara, fortificato dalla prestazione in campionato, aggrappato all'idea che segnare magari un golletto subito potrebbe capovolgere ogni tipo di previsione. Reina resta un grande interrogativo: rischia di saltare la seconda partita di seguito perché il contrattempo muscolare gli toglie il sonno. Il portiere spagnolo deciderà stamane, dopo la rifinitura. Altrimenti ancora fiducia a Rafael. Turnover obbligato perché domenica a Roma ci si giocherà la Champions: a sinistra rientra Ghoulam, a centrocampo Zielinski o Rog per Allan, Diawara in cabina di regia per Jorginho, confermato Hamsik indispensabile per Sarri. Attacco probabilmente più fisico con Milik dall'inizio e Mertens pronto a subentrare, chissà se lo stanco Callejon rifiaterà in panchina. A Banti il difficile compito di non far rimpiangere Orsato, migliore in campo sarà ancora il cassiere azzurro: secondo sold out garantito. In tre giorni, centomila presenze e oltre quattro milioni in saccoccia.