Raiola lascia in sospeso Donnarumma I rossoneri mandano messaggi e carezze

I tifosi sognano Ibra: il suo ritorno potrebbe essere un assist all'agente

Franco Ordine

Raiola è rimasto a Montecarlo, Gigio Donnarumma è ripartito per il ritiro dell'Under 21 in vista dell'Europeo e il Milan è stato in attesa di una telefonata. Il contatto è arrivato nella serata di ieri e le parti si sono date appuntamento nei prossimi giorni per parlare del rinnovo.

La svolta alla fine di una giornata in cui il Milan aveva mandato segnali distensivi. Marco Fassone, l'ad dei rossoneri, infatti, intervenendo a Radio 24 ha lisciato il pelo a Raiola e mandato altre carezze a Gigio. «Spero di cuore di trattenere Donnarumma. È un ragazzo fortissimo. Corteggiarlo è come corteggiare una bella donna ma in questo caso c'è qualcun altro di mezzo che sa fare bene il proprio mestiere. Spero finisca tutto nel migliore dei modi», il pistolotto. Nessun ultimatum, semmai una mano tesa all'agente con il riconoscimento di fare bene il proprio mestiere.

A questo punto il Milan ha deciso di aspettare, non certo la fine di giugno come immagina Raiola ma ancora qualche giorno, magari una settimana, prima di rompere gli indugi e chiamare le parti a una decisione, al famoso «dentro o fuori». La strategia del furbacchione Mino ha due chiavi di lettura: da una parte vuole evitare che il club possa andare sul mercato e cautelarsi acquistando un portiere di prima fascia (ieri ha preso a circolare la candidatura in rossonero di Reina in rotta con De Laurentiis), dall'altra vuole costringere Fassone e Mirabelli ad accettare la clausola che ha studiato da settimane e che di fatto spingerebbe sul mercato Donnarumma nel caso la squadra affidata a Montella non dovesse centrare la qualificazione in Champions League per la stagione 2018-2019.

L'indisponibilità del Milan ad accettare questa condizione-capestro è motivata. Se davvero dovesse fallire la qualificazione alla coppa più prestigiosa, Fassone e Mirabelli si ritroverebbero con un doppio danno: 1) perdita secca della cifra che s'incassa partecipando al girone iniziale, 30 milioni più o meno; 2) l'aggiunta di dover rinunciare al loro gioiello a una cifra non molto alta (50 milioni più o meno). Sarà perciò un lungo braccio di ferro. Di qui lo studio del piano b che dovrebbe portare a imprimere alla trattativa una svolta qualora la risposta da Donnarumma o dal suo agente dovesse ulteriormente tardare. Un'altra mossa a sorpresa dei rossoneri potrebbe risultare un interessamento alla salute di Ibrahimovic, già reclamato sul web dai tifosi. Proporre un contratto a gettone allo svedesone che è in piena convalescenza, trasformarlo nel leader dello spogliatoio e affidargli, da gennaio 2018 in avanti, il compito di guidare il Milan in Europa League è la suggestione per ora accarezzata più dai media che dai diretti interessati. Dicono gli addetti ai lavori: se non ha funzionato la carta del fratello Antonio per ammorbidire Raiola, magari quella di Ibrahimovic potrebbe fare effetto. Il punto vero è che far tornare Ibra significa dare ancora più potere a Raiola.

Come finirà la complicata trattativa? La risposta può essere la seguente: Donnarumma firmerà il rinnovo col Milan ma non subito, oggi o domani, magari entro fine giugno, per far cuocere a fuoco lento Fassone e Mirabelli. Anche perché, dettaglio inedito ma importante, nella sua vita privata il portiere del Milan e della nazionale Under 21 all'Europeo di Polonia, ha già preso decisioni importanti. Che riguardano sì la scelta di acquistare casa in centro ma anche di trasferire, per gli studi, da Castellamare a Milano, la fidanzata oltre che la sua famiglia, mamma in testa.