Raiola stuzzica: "Donnarumma caposaldo del Milan? Dipende dai cinesi"

Il Milan vuole blindare Donnarumma, ma il suo abile procuratore Mino Raiola vuole conoscere prima il progetto della nuova proprietà cinese

Gianluigi Donnarumma è un predestinato Il giovanissimo portiere di Castellammare di Stabia ha bruciato le tappe nella sua breve carriera: è il pilastro del Milan, è il futuro della nazionale italiana ed è destinato a diventare uno dei più forti estremi difensori del mondo. Il suo attuale contratto con i rossoneri scadrà il 30 giugno del 2018 e il club di via Aldo Rossi ha intenzione di blindarlo con un contratto quinquennale a partire dal 25 febbraio del 2017, quando diventerà finalmente maggiorenne. Il suo agente, Mino Raiola, l'ha paragonato a un Modigliani del valore di 170 milioni di euro e diversi club europei, ma anche la Juventus, si sono mossi per prendere informazioni su Donnarumma che ha tutte le intenzioni di diventare una bandiera del Milan, anche se Raiola, intervistato dal Corriere dello Sport, stuzzica un po' i rossoneri: "Donnarumma? Ha tutto per diventare il più forte portiere del mondo e voglio misurare quanta passione metteranno i cinesi per costruire un grande Milan con Gianluigi".

Raiola ha poi continuato: "Donnarumma è come la tela bianca sulla quale un artista dà la prima pennellata, poi la seconda, la terza e così via. E dal nulla nasce un capolavoro. Ecco, Donnarumma è un capolavoro che diventa più bello giorno dopo giorno. Ha 17 anni, però, ha la maturità di un veterano, cerca di migliorarsi in ogni allenamento, è un ragazzo molto serio e molto bene educato. Si ricordi ciò che le dico oggi: Donnarumma può diventare il portiere più forte del mondo. Caposaldo del Milan del futuro? Dipende da che cosa intendano fare i cinesi. Va bene presentarsi con una montagna di denaro, ripianare i debiti, riorganizzare la società, ma io voglio misurare quanta passione ci metteranno i nuovi padroni. Perché qui sta il punto: i trent’anni di Berlusconi sono passati alla storia prima di tutto grazie alla passione del presidente, non soltanto per i soldi che ha speso. Se qualcuno chiedesse al Milan quanto costa il cartellino di Donnarumma, vorrebbe dire che non potrebbe permetterselo".