Il Real attacca la Spagna: "Sul ct reazione assurda"

Perez duro: "Lopetegui poteva vincere il Mondiale Che problema c'era? Conte e Van Gaal restarono"

Altro che adda passà 'a nuttata. In Spagna, e in Russia, le polemiche sono tutt'altro che sopite. L'allontanamento del ct Lopetegui a due giorni dal via del Mondiale per colpa dell'accordo con il Real Madrid continua a fare scalpore e non potrebbe essere altrimenti. Anche perché mentre il capitano Sergio Ramos e il neo ct Hierro parlavano della partita di oggi col Portogallo, a Madrid Florentino Perez dava il benvenuto a Lopetegui presentandolo ufficialmente. Un cortocircuito. Un casino all'italiana senza che, stavolta, abbiamo colpe.

Partiamo da Valdebebas, dalla coppia Perez-Lopetegui. L'allenatore sceglie di essere chiaro ma non brusco, il presidente ci va giù pesante: «Lopetegui aveva il sogno di vincere il Mondiale e di allenare l'amato Real. Erano sogni compatibili. Abbiamo ancora difficoltà a capire il motivo per cui questo accordo potesse rovinare qualcosa. Non c'è un singolo motivo per giustificare il fatto che Lopetegui non sia sulla panchina della Spagna». E Florentino spiega il perché nel dettaglio. «Quello che era un atto di normalità è stato trasformato in un'incomprensibile atto di orgoglio. Ci sono decine di casi di contratti firmati prima e durante un grande torneo, da Conte a Van Gaal. Abbiamo raggiunto un accordo in poche ore e abbiamo deciso di annunciarlo il prima possibile come atto di trasparenza, prima della coppa del Mondo per evitare fughe di notizie», ha detto il patron.

«Ho informato la federazione appena c'è stato qualcosa di concreto, non capisco la reazione. Sono sempre stato leale e onesto. Anche i giocatori, un gruppo meraviglioso, hanno accettato senza problemi la coa e mi hanno fatto le congratulazioni. Spero diventino campioni del Mondo», ha detto l'allenatore. «Quello di ieri è stato il giorno più triste della mia vita da quello della morte di mia madre», ha spiegato Lopetegui prima di scoppiare in lacrime «Oggi però è il più felice della mia vita». E via di applausone.

Discorso chiuso? Nemmeno a parlarne. Adesso, dopo uno choc simile, per la Spagna ci sono due possibili strade. O la gloria o la figuraccia. Tutto sta nel vedere come la squadra sarà in grado di reagire. Lopetegui arriva(va) da 20 partite consecutive senza sconfitte ed è da lì che Hierro vuole ripartire. «Cosa posso cambiare in due giorni?», ha onestamente detto l'ex centrale del Real Madrid. Dice qualcosa in più Sergio Ramos, capitano della Spagna e prossimo capitano di Lopetegui al Real. «Dobbiamo dimenticare al più presto e pensare al campo ma Julen farà parte di ciò che accade in questa coppa del Mondo».

Già, ma ora la Spagna è al bivio. O vince il Mondiale, Hierro diventa un eroe, un po' come ha fatto Zidane con il Real Madrid, e Lopetegui un desaparecido, o viene eliminata precocemente trasformando Lopetegui in un capro espiatorio e il presidente Rubiales nel colpevole numero uno. Hierro probabilmente è l'unico che non ha nulla da perdere. Nel 2006 l'Italia in piena calciopoli riuscì a fare gruppo e a vincere il Mondiale. La Spagna sarà in grado di lasciare il caos fuori dal campo? Lo decide, almeno quello, il pallone. Evviva.