Rio 2016, l'Italvolley vola in semifinale

Gli azzurri della pallavolo tentano l’impresa e battono l'Iran per 3-0

dal nostro inviato a Rio de Janeiro

È dai tempi degli occhi di tigre che cerchiamo di salire sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi: ci siamo andati sempre molto vicino, ma anche quando eravamo i più forti del mondo più di un argento il nostro volley non ha portato a casa. Così ecco che la nuova generazione della pallavolo sta tentando l’impresa: forse gli occhi non sono ancora rosso fuoco, ma di sicuro c’è speranza. Questo dopo aver visto la nazionale all’opera nei quarti vinti 3-0 contro l’Iran, una squadra inventata ad alto livello da Julio Velasco – proprio il tecnico degli occhi di tigre ora al comando dell’Argentina – e ora guidata da Raul Lozano, altro coach che sulle panchine italiane ha fatto molta fortuna. Sua e delle sue squadre.

E non è stata allora una partita facile, perché appunto gli avversari sono ormai in prima fila nel mondo: la testimonianza è stato il primo set, finito 31-29 per noi e nel quale i ragazzi di Blengini hanno attaccato bene ma sbagliato molto. Soprattutto in battuta, se si pensa che in quel fondamentale sono stati persi almeno una decina di punti. Meno male che Zaytsev ha dimostrato subito di essere in palla, Birarelli e Buti di essere aggressivi a rete e, soprattutto, illuminante è stata la regia di Simone Giannelli, 19enne che gioca a Trento, 202 centimetri, stella indiscussa tra gli alzatori e della nuova generazione azzurra. Il primo set allora si chiude con il muro di Juantorena, dopo aver salvato 4 set point degli avversari che non hanno mollato neppure ad inizio del secondo set nel quale a muro colpiscono ancora.

Ci vuole ancora Juantorena, insomma, a segnare il break italiano, prima a muro e poi in attacco. E a quel punto l’Italia fa un parziale di quattro punti portandosi a distanza di sicurezza: il secondo parziale finisce 25-19 con un muro questa volta fuori dei nostri avversari e la vittoria è vicina. Anche perché la benzina iraniana è finita e non c’è più storia: il terzo set va in discesa, il tabellone non mente, l’ultimo punto – quello del 25-17 – è un errore di battuta iraniana. Ora la semifinale contro gli Usa, la sesta consecutiva della storia olimpica azzurra: serviranno – stavolta sì - gli occhi di tigre.

Commenti

Tamagorà

Gio, 18/08/2016 - 13:35

Perche' x dei poveri ignoranti come me, non spiegate cos'e'questa storia degli "occhi di tigre"?