Dopo la rissa con il Brasile, Pinilla non ci sta "Un pugno non vale un morso?"

Il Mondiale che si sta svolgendo in Brasile sarà ricordato non tanto per i pochi cartellini gialli e le poche espulsioni per falli di gioco ma, soprattutto, per le grandi scorrettezze compiute sia sui campi da calcio che fuori, da parte di giocatori e dirigenti accompagnatori delle Nazionali partecipanti.

Dopo il clamoroso morso di Luis Suarez a Giorgio Chiellini, che ha destato grandi polemiche in tutto il Mondo, c'è un'altra vicenda che sta facendo mormorare gli ambienti calcistici vicini alle Nazionali che, però, sembra non avere lo stessa eco mediatico dell'episodio accaduto durante la partita Italia-Uruguay.

I fatti si riferiscono al primo ottavo di finale giocato sabato tra Brasile e Cile: una gara ben più combattuta di quanto ci si potesse aspettare che, inevitabilmente, ha generato non poco nervosismo negli ambienti brasiliani. Al termine della gara, stando a quando riportano i verbali Fifa, nei tunnel degli spogliatoi si è accesa una piccola rissa tra le due compagini e, nella calca, pare sia partito un pugno in direzione del calciatore cileno Pinilla. A sferrare l'attacco sarebbe stato il capo addetto stampa della delegazione brasiliana, Paiva, che ha colpito l'attaccante cileno: i video ripresi dalle telecamere a circuito chiuso non lasciano dubbi sui fatti, ma Paiva si difende accusando il Cileno di averlo a sua volta aggredito.

Per questo gesto, la Fifa ha inibito l'accesso allo stadio per una giornata al dirigente brasiliano ma l'attaccante cileno, in forza al Cagliari, non ci sta: il suo collega rischia la carriera per un morso mentre il capo ufficio stampa del Brasile ha ottenuto solo una giornata di esclusione. Lo sfogo di Pinilla su Twitter ha raccolto la solidarietà degli utenti ma non della Fifa, inamovibile sulla sua decisione che, a molti, sembra sproporzionata per il gesto, che meritava ben altre sanzioni.