Ritiro e superdifesa, il piano scudetto di Sarri

Contro i veneti inizia la rincorsa alla Juventus. Mertens forse dall'inizio

L'amico drone è tornato. Va bene la partita spettacolo di Firenze, va bene il ritorno al gol di Higuain e va bene pure la dettagliata analisi dei dati snocciolati da mister Sarri a difesa della propria creatura. Ma il record d'imbattibilità di Buffon, mentre il Napoli subisce 5 reti nelle ultime 5 gare, è un messaggio chiaro per chi vuole continuare a sognare. In Italia lo scudetto è di chi prende meno gol, non di chi segna più degli altri o gioca meglio. E allora si rivede il drone sorvolare i campi di Castelvolturno e riecco la seduta settimanale di allenamento dedicata ai difensori. Per non parlare del ritiro pre-gara, abolito nelle partite casalinghe e da ieri di nuovo a pieno regime. Segnali che il momento è decisivo, a scrutare il calendario. Restano due le trasferte complicate, in casa di Inter e Roma. Prima un filotto di 5 appuntamenti abbordabili, probabilmente qui si deciderà lo scudetto del Napoli. Sarri glissa: «Il tricolore è un sogno ed è giusto sognare. Trovo assurdo però parlare di un blocco di 5 gare, come se fossero state già vinte, e non del Chievo che è una delle formazioni col miglior rendimento in trasferta. Il Napoli affronterà i clivensi con qualche ritocco. Ovviamente non ci sarà lo squalificato Albiol, rimpiazzato da Chiriches, non ci sarebbe da meravigliarsi se Mertens riuscisse a trovare spazio dal primo minuto. Qualcuno è stanco anche se Sarri non lo ammetterà. «Febbraio è stato un mese tosto. Mi da fastidio quando si giudica il rendimento del Napoli solo dal risultato: se facessi così anche io, allora direi che siamo rovinati. Invece bisogna analizzare le prestazioni: non siamo stati inferiori a Juve, Milan, Villareal e Fiorentina. Pensate pure quello che volete, per me la squadra gode di buona salute». Saluta Maradona da lontano, pace fatta con Diego. Più o meno fa capire che il vero Napoli lo vedremo tra una settimana, quando arriveranno i benefici della settimana tipo, senza impegni infrasettimanali. Mette sul tavolo un'infinità di statistiche lette ad alta voce per far valere la legge dei numeri su quella delle parole: il condensato è unico, cioè troppe critiche a lui e al Napoli. E il paragone finale non è casuale. «Ci sono personaggi più facilmente attaccabili rispetto ad altri che hanno 100 presenze in Nazionale (riferito ovviamente al caso Marchisio): quindi scagliatevi pure contro di me».