Il ritorno di Kolarov mette d'accordo Roma Insulti da vecchi e nuovi tifosi per l'ex Lazio

Può essere il primo dopo Selmosson a segnare nel derby con le due maglie

«Io alla Juve? Mai, perché so cosa significa per un tifoso fiorentino». Così parlò Borja Valero, che un mese dopo essersi tatuato le coordinate geografiche di Firenze sul braccio destro ha messo sul navigatore quelle di Milano. Ce l'ha con Bernardeschi, lo spagnolo, perché evidentemente c'è destinazione e destinazione. E quando vai a giocare per la squadra più detestata dai tuoi ex tifosi il trasferimento fa sempre rima con tradimento.

Il fatto che ci sia la Juve di mezzo, in realtà, ridimensiona la faccenda: un po' perché la Vecchia Signora in quanto a odio mette d'accordo tutte le tifoserie d'Italia, un po' perché ha abbastanza quattrini per comprare chi vuole, almeno in serie A. Quindi l'anno scorso è toccato a napoletani e romanisti arrabbiarsi con Higuain e Pjanic, quest'anno tocca ai viola con Bernardeschi (che peraltro, pur essendo toscano, da ragazzino tifava Milan), e l'anno prossimo toccherà certamente a qualcun altro.

Molto meno probabile, invece, che tra tutte le squadre del mondo l'ex laziale Alexsandar Kolarov scegliesse proprio la Roma. C'entra il fatto che dopo alcune stagioni non indimenticabili al Manchester City non aveva molte richieste mentre nella capitale lasciò un ottimo ricordo, ma forse c'entra pure il destino. Perché a proposito di tatuaggi sul braccio il serbo ne ha un paio su cui adesso si può ricamare: un Colosseo con la scritta in latino Omnes viae Romam ducunt e poco più sotto, vicino al gomito, un cuore giallorosso.

Vai a sapere perché proprio giallorosso, lui che alla Roma segnò in un derby del 2009 dopo aver percorso tutto il campo palla al piede e che l'anno dopo, insieme ai suoi compagni, mise la pietra tombale sullo scudetto romanista perdendo senza dannarsi l'anima quel Lazio-Inter rimasto famoso per lo striscione «Oh noo». Va detto che Alexsandar prese subito le distanze dal tifo contro dei laziali definendo «malato» il loro comportamento. Poi fu venduto al Manchester City, ma sulle rive del Tevere neanche sette anni bastano a cancellare i vecchi rancori.

E così gli ultras romanisti hanno accolto la notizia del suo acquisto scrivendo «Kolarov cane bastardo» sui muri del Circo Massimo, mentre quelli biancocelesti hanno replicato esponendo lo striscione «Kolarov verme» durante l'amichevole con la Spal. Insomma lo attende un bell'ambientino. Lui, presentandosi, ha detto «non posso e non voglio negare il mio passato ma ora la Lazio sarà la mia rivale sul campo», ma basterà per farsi perdonare almeno dai giallorossi? Per sicurezza potrebbe segnare un altro gol nel derby, stavolta a maglie invertite: sarebbe quasi un record perché finora l'unico ad esserci riuscito è il celebre «Raggio di Luna» Arne Selmosson, uno che il suo «tradimento» lo consumò alla fine degli anni Cinquanta...