Le rivelazioni di Ferguson: "Vi dico la verità su Pogba, Guardiola e Balotelli"

Era Pep Guardiola il primo della lista per succedere a Sir Alex Ferguson alla guida del Manchester United nel 2013. A rivelarlo è lo stesso manager scozzese nel suo nuovo libro Leading

Era Pep Guardiola il primo della lista per succedere a Sir Alex Ferguson alla guida del Manchester United nel 2013. A rivelarlo è lo stesso manager scozzese nel suo nuovo libro 'Leading': "Chiesi a Pep di telefonarmi prima di accettare un'offerta da un altro club, ma non lo fece e firmò con il Bayern Monaco nel luglio 2013". Si è scoperto che Moyes era solo il sesto della lista per la panchina dei Red Devils, visto che anche gli altri allenatori in lizza (Mourinho, Ancelotti, Klopp e Van Gaal) avevano già preso impegni con altre squadre. Ferguson poi ha aggiunto: "Sono sicuro che David (Moyes, ndr), farebbe le cose in maniera diversa se potesse allenare di nuovo all'Old Trafford".

Poi l'ex tecnico dei Red Devils, parla di Mario Balotelli: "Nel 2010, flirtai brevemente con l’idea di ingaggiare Mario Balotelli, il talentuoso ma controverso attaccante italiano", racconta Ferguson, "feci le mie ricerche su di lui, parlando con alcuni contatti italiani, ma quanto mi fu comunicato confermò la mia idea che si trattava di un rischio troppo grande". Balotelli poi fu ceduto dall’Inter al Manchester City, dove in due stagioni ha realizzato 20 reti in 54 partite ma soprattutto ha fatto la fortuna dei tabloid per le sue intemperanze fuori dal campo. Ferguson ha anche raccontato di un inedito braccio di ferro, sempre nel 2010, con la famiglia Glazer proprietaria dello United che voleva offrire un ricchissimo rinnovo a Wayne Rooney.

"Gli dissi che un giocatore non poteva guadagnare il doppio di quello che guadagnavo io e alla fine ci accordammo che nessun giocatore sarebbe stato pagato più di me", scrive il 73enne allenatore, spiegando che alla fine il quinquennale all’attaccante fu meno ricco rispetto alla prima ipotesi. Infine il mister scozzese parla così dell'addio a Paul Pogba, partito a parametro zero dal Manchester United destinazione Juventus nel 2012: "Con Pogba avevamo un contratto di tre anni, con una opzione per il rinnovo per un'ulteriore stagione che eravamo pronti a firmare. Ma Raiola è improvvisamente apparso sulla scena e il nostro primo incontro fu un fiasco. Ci sono uno o due agenti che semplicemente non mi piacciono e uno di questi è Mino Raiola, il procuratore di Pogba. Ho cominciato a non avere fiducia in lui sin dal momento in cui l'ho conosciuto". L'ex mister dello United rincara così la dose, come riporta un estratto citato dal 'Manchester Evening News',: "Lui e io eravamo come l'olio e l'acqua. Si ingraziò Pogba e la sua famiglia e lui firmò con la Juventus".