La rivincita del passato che guarda dall'alto

Tutto molto semplice e neppure Sant'Ambrogio ha potuto intercedere, Inzaghi sotto accusa, primi fischi anche per Mancini.

Superpippo ha in mano un Milan che non fa gioco, cammina, non reagisce e continua a prendere gol da palla ferma. I tifosi più inquieti dicono che se continua così, verrà ricordato solo per questo. All'Inter peggio, se non altro per i quattro punti in meno in classifica. All'inizio sembrava messa meglio perchè non aveva cambiato il manico, Mazzarri aveva finito, Mazzarri ha ricominciato, poi il crollo, 18 punti dalla Juventus e sette dal Chievo terz'ultimo che affronta lunedì alle 21. Non è una sfida salvezza ma è bizzarro come tutti i ribaltamenti sulla panchina di queste stagioni, non le abbiano fatto bene. Gasperini è terzo con nove punti in più, Benitez è quarto con sette punti in più, e Stramaccioni, settimo, è davanti di quattro punti. Domenica sera ha lasciato intendere che quasi gli dispiaceva: «Avrei preferito battere il Milan». Inzaghi non sta meglio, il confronto è con Allegri, 14 punti di differenza in classifica. Tutto questo farebbe concludere che l'allenatore magari conta solo in percentuale minima, ma se la squadra è scarsa non si vince e di mezzo ci va comunque lui. Finite le storie da libro cuore sull'oasi Milanello dove si raddrizzano le mele marce, le banane storte e «il terzo posto ci sta stretto». Gasperini ha detto: «All'Inter è stato un momento davvero difficile. Avevo fatto una lunga trafila per arrivarci ma non mi è stato lasciato il tempo, avevo idee troppo lontane da quanto mi si chiedeva». Rivalutato a malincuore. Non ci sono confronti con Leonardo o Ranieri, ma perfino Mihajlovic, uno che prende i giocatori a calci nel sedere, è davanti.

Adesso il Mancio, che ancora non ha scaldato i cuori visto l'afflusso a San Siro, chiederà garanzie e rinforzi già oggi, di prepotenza, alla vigilia della trasferta in Ucraina. Quanti degli attuali avrebbero giocato nell'Inter del Triplete? Con Inzaghi che si coccola il centravanti che non c'è: Torres, El Shaarawy e Pazzini due gol in tre, Cassano 5 da solo nel Parma. Mediocri, ricchi e presuntuosi in un campionato talmente scarso che ne peggiora i giudizi. Cosa poteva farci Sant'Ambrogio, che poi lui non c'entra assolutamente niente, il delegato sarebbe San Aloysius Dominic Scrosoppi, in arte San Luigi Scrosoppi, un friulano del 1804. Una scultura lignea lo ritrae con la mano sinistra che regge un pallone di cuoio. È lui il protettore degli intoccabili calciatori, se non garba, Inter e Milan provino a esonerarlo, è uno, non 26, più facile, magari funziona.