Rocca, il mito scende ancora in campo «Francesco favorito. E e Manassero dico...»

«Fra i giovani, penso che uno di loro potrà stupirvi: Costantino Rocca». Ride di gusto, il numero uno italiano di sempre. Giocherà l'Open tentando l'impresa, che per lui, a 58 anni, vuol dire un piazzamento nei primi venti.

Conosce bene il campo?

« Ovviamente, è uno dei miei preferiti: tanti alberi, poche buche diritte. La 11i, con dog leg secco, è tremenda».

Vincerà chi è più preciso o più “lungo”?

«I giocatori potenti non sono più di dieci. A Monza vincerà chi riesce a visualizzare meglio le buche».

Gli italiani? Li segue?

«Certo, e mi rammarico perché spesso si accontentano: appena superano il taglio, si rilassano. Gli open non si giocano così. Vorrei vederne ameno 10 italiani superare il taglio. Non parlo dei tre più importanti, ma degli altri».

Dei tre, invece, cosa ne pensa?

«Edoardo non ha ancora risolto il problema al polso, Francesco è il favorito del torneo, il campo è fatto apposta per lui. Matteo invece, spero possa piazzarsi nei primi 15, sta attraversando un periodo assai complicato».

Vi sentite, ogni tanto?

«Gli mando qualche messaggio, ma non voglio intromettermi. Se volesse un mio parere diretto, sono qui».

Provi a dargli un consiglio.

«Non deve mollare. E se deve cambiare qualcosa, lo faccia. Ci vorrà del tempo per vedere i risultati, forse un anno, però se si è convinti meglio farlo sei subito. Ha 22 anni, l'aspetto più importante è ritrovare il piacere di giocare».

A proposito, lei si diverte in questo periodo?

« Era meglio quando giocavo per vincere. Ora partecipo al tour dei seniors, organizzo delle golf clinic e dò lezioni a La Colombera, dove ha sede la mia scuola. Ma la gara è un'altra cosa».