Roma, l'addio di De Rossi dopo 18 anni: dal debutto allo scudetto mancato

Lascia la Roma un simbolo giallorosso, dopo 18 anni di gioie e delusioni, una Supercoppa Italiana e due Coppe Italia vinte e uno scudetto mancato

''Ho un solo rimpianto, quello di poter donare alla Roma una sola carriera'', ama sempre dire Daniele De Rossi per spiegare il suo amore verso i colori giallorossi.

La fine di un'era, dopo quella di Francesco Totti, si ammaina un'altra bandiera della Roma, quella di De Rossi. 18 anni, 615 presenze e 63 gol, tutti di un fiato con la stoffa da vero leader, anni di vittorie e delusioni ma vissuti con la smania di esserci sempre per la squadra, di essere sempre leader dentro e fuori del campo. Era l'inizio del 2001, quando un giovanissimo De Rossi riceve le prime convocazioni in prima squadra senza mai scendere in campo. Era la Roma scudettata di Fabio Capello e proprio Don Fabio lo fa esordire tra i professionisti il 30 ottobre 2001, a 18 anni, facendolo entrare nel secondo tempo della partita di Champions League Roma-Anderlecht.

La stagione successiva è quella in cui De Rossi comincia a farsi conoscere nel grande calcio: il 25 gennaio 2003, a 19 anni esordisce in Serie A nella partita Como-Roma. Il 10 maggio viene schierato da titolare e realizza il suo primo gol nella massima serie, durante la partita casalinga contro il Torino. Un carisma innato, un punto di riferimento sempre più importante per i giallorossi e un ruolo che diventa sempre più determinante l'anno dopo in cui totalizza 19 presenze in campionato, 6 presenze in Coppa UEFA e disputa tutte e quattro le gare di Coppa Italia, contribuendo in modo decisivo al secondo posto in campionato.

Nel 2004-2005, a 21 anni, diventa titolare nella squadra. E' da quel momento che la Roma trova il suo Capitan Futuro. Un calciatore completo che nell'arco della sua carriera saprà proporsi prima come centrocampista da inserimento in zona gol e poi come riferimento arretrato. La vera anima del centrocampo giallorosso che eredita il ruolo di campioni indimenticati come Paulo Roberto Falcao, Agostino Di Bartolomei e Giuseppe Giannini.

Una storia lunghissima arricchita dalla conquista una Supercoppe Italiana e due Coppe Italia, con il rimpianto di uno scudetto mai vinto e sfumato due volte all'ultima giornata contro l'Inter di Mancini e poi quella di Mourinho. Il 26 maggio all'Olimpico contro il Parma, l'addio all'ultima bandiera della Roma e del calcio italiano, un campione per sempre nel cuore di tutti i tifosi giallorossi.

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