Roma-Napoli, si salvi chi può Derby a eliminazione diretta

Garcia non rischia Totti: "Stagione ancora lunga...". Benitez teme solo i suoi: "Questione di concentrazione"

Più si avvicina il traguardo finale, più i punti iniziano a diventare pesanti. Sembra scontato definire un mezzogiorno di fuoco - considerando l'orario di inizio del match - quello che vivranno Roma e Napoli, a caccia di gloria in campionato che è sinonimo di piazzamento Champions, ciò che ormai conta per le casse delle nostre squadre. E la tappa dell'Olimpico è in questo senso importante per entrambe e potrebbe decidere il futuro anche degli allenatori. Sono amici, Garcia e Benitez, e ora li accomuna anche l'insicurezza di restare in sella alle panchine giallorossa e azzurra. Non centrare il secondo o terzo posto significherebbe per i due club un brusco ridimensionamento e la messa in discussione del progetto tecnico. Lo spagnolo annuncia un incontro imminente con De Laurentiis - siamo vicini alla deadline di metà aprile più volte ricordata dal tecnico del Napoli -; il francese sta pianficando comunque la prossima stagione (già decise le date del ritiro a Pinzolo - 6-11 luglio - e quelle della successiva tournée in Australia) pur in assenza di certezze immediate.

Il ricordo ancora fresco della tragedia di dieci mesi fa (la morte del tifoso napoletano Ciro Esposito prima della finale di coppa Italia) che alzerà il livello di guardia - mille gli agenti schierati nonostante il divieto di trasferta per i sostenitori campani - ha fatto sì che il tono della vigilia fosse molto dimesso nonostante la posta in palio. Il basso profilo dei due tecnici è servito anche a non caricare di eccessiva pressione due ambienti non certo felicissimi dell'attuale periodo. I giallorossi sono sempre secondi, ma non vincono da 4 mesi all'Olimpico e addirittura da un anno e mezzo un big match (l'ultimo nell'ottobre 2013 proprio contro il Napoli sotto gli occhi di Maradona). I partenopei hanno vinto solo una volta nelle ultime sette gare e in campionato non mettono le mani sui tre punti dal 22 febbraio (successo al San Paolo sul Chievo). Bisognerà capire se e a chi la sosta del campionato avrà dato benefici.

Garcia non rischia Francesco Totti («preferisco che recuperi bene, abbiamo ancora tante partite»), così il tecnico) e pensa a come fermare Higuain che all'Olimpico ha esultato già quattro volte (l'ultima con la Lazio il 18 gennaio scorso, in chiusura del girone di andata) anche con la nazionale argentina. «È un fuoriclasse, ma il Napoli non ha solo lui, dovremo difendere in undici perchè quando siamo forti dietro non è necessario fare necessariamente due gol per vincere», sottolinea il tecnico francese. Che proporrà un tridente inedito, vista l'assenza anche di Gervinho: le ultime prove effettuate a Trigoria parlano di un Doumbia con le quotazioni in rialzo per una maglia da titolare e di un Ibarbo in pole per l'attacco. In pratica i due onerosi acquisti, finora impalpabili, del mercato di gennaio. E se Castan tornerà presto ad allenarsi, Balzaretti torna finalmente nella lista dei convocati dopo un anno e mezzo e il calvario contraddistinto da numerosi e diversi problemi fisici, operazioni e controlli tra Italia e Stati Uniti (ieri pomeriggio test con la Primavera giallorossa).

Benitez, più che della Roma, sembra essere preoccupato dal suo Napoli un po' balbettante. «Nelle ultime tre trasferte non abbiamo avuto la capacità di reagire agli episodi negativi e abbiamo subito gol per nostri errori - così il tecnico di Madrid -. Mi piacerebbe rivedere il Napoli dell'andata (che dominò i giallorossi, ndr) o anche i primi 70 minuti della gara con l'Inter. Di sicuro andiamo all'Olimpico per vincere, se siamo concentrati possiamo farlo».