La Roma non vince più, Garcia: "Ci manca un altro rigore..."

Il tecnico: "L'ha visto tutto il pubblico". Colantuono espulso. E nel dopo partita scontri fra polizia e gli ultrà atalantini

Nel pericoloso incrocio di Bergamo, la Roma si imbatte in un nuovo semaforo giallo (tanto per usare una metafora di Garcia) e continua a non ritrovare la strada della vittoria. Il piedone di Strootman salva sui titoli di coda l'imbattibilità stagionale dopo che le parate di Consigli e la discussa decisione di Damato (pare evidente il tocco di braccio di Canini in area sul tiro ravvicinato di Maicon) stavano avvicinando i fantasmi della sconfitta. Anche perché per una volta ha tradito anche saracinesca De Sanctis, con la clamorosa papera sulla punizione di Brivio. La Juve ringrazia e sale a -3 (pure lei all'ultimo tuffo), anche se l'1-1 dell'Inter lascia la quarta a distanza di sicurezza.
Nel quarto pareggio di fila, logica conseguenza di un attacco non più dirompente come quello di inizio stagione, ci mette del suo anche Garcia: inadeguato l'undici di partenza già rimaneggiato dagli infortuni, visto che tenere Pjanic e Ljajic in panchina significa togliere inventiva e dinamismo. Il condottiero di Nemours giustifica la scelta parlando di un «problema muscolare nell'ultimo allenamento» per il bosniaco, ma quando quest'ultimo va in campo la Roma riprende il filo del gioco palla a terra. Ljajic, poi, firma l'assist per il gol giallorosso. Impensabile riuscire a trovare la strada del gol con un tridente senza Totti e un centravanti di ruolo come Borriello, con un Gervinho in evidente involuzione e con due centrocampisti adattati (Florenzi e Marquinho, quest'ultimo l'unico a impegnare Consigli nel primo tempo).
«Abbiamo giocato solo mezz'ora ma lo abbiamo fatto alla grande - così Garcia -. Dobbiamo giocare tutte le partite come l'ultima mezz'ora di Bergamo, questo i ragazzi lo devono capire e così facendo non abbiamo bisogno della fortuna o degli errori arbitrali». Chiaro il messaggio sul mancato fischio di Damato nell'episodio incriminato: «Presunto rigore? Togliamo la parola presunto, tutto lo stadio ha visto e anche gli spettatori in tv. Succede un po' troppo contro di noi, ma succede. Diciamo che nel dubbio non fischiano a nostro favore... Ma non voglio alibi e neanche Totti deve esserlo: lo aspettiamo, ma non voglio mettergli fretta. L'obiettivo è l'Europa». Anche se Pjanic alza l'asticella: «Allo scudetto ci penseremo fino alla fine». Legittimo.
Nonostante le assenze, soprattutto in difesa, l'Atalanta sfodera una prestazione aggressiva. Un gol sfiorato sullo 0-0 (il tiro di Brienza deviato sul palo da Benatia) ma sofferenza finale anche perché Moralez resta in campo infortunato visto che Colantuono - espulso per aver polemizzato con Pjanic - aveva esaurito i cambi. «Forse gli avversari iniziano a conoscerci e ad adattarsi, è positivo essere ancora imbattuti», l'analisi di Strootman. Tensione nel dopopartita: polizia e carabinieri hanno usato i lacrimogeni per impedire ai tifosi atalantini, che hanno risposto con lanci di sassi e bottiglie, di entrare nella curva dei giallorossi ma anche per evitare che gli ultras della Roma sfondassero la cancellata per uscire dall'antistadio. Tra fumogeni e petardi, prezioso il lavoro dei 500 agenti schierati visto che era altissimo il rischio di incidenti.