Roma, sei magica o no? La risposta arriva dal Real

Dopo la cavalcata dell'anno scorso giallorossi temuti in Spagna. Nella Capitale invece regna il pessimismo

Tutto cambia, a seconda del punto di vista. La Roma che l'anno scorso ha incantato l'Europa improvvisamente non c'è più. Almeno non a sentire le voci che arrivano dalla Capitale. I tifosi, dopo il pareggio interno con il Chievo, hanno fischiato squadra e società. Il presidente Pallotta si dice arrabbiato per l'atteggiamento mentale della squadra, Di Francesco chiede maggiore cattiveria sotto porta e più concentrazione in fase difensiva («Il 2-2 con il Chievo lo prendiamo a difesa schierata. In area eravamo in cinque contro uno»). Sembra, insomma, che la Roma non sia più magica, eppure a Madrid la vedono in maniera diversa. I giallorossi infatti spaventano, come conferma il tecnico del Real Lopetegui: «Vengono da una grande Champions League, durante la quale hanno eliminato l'Atletico e il Barcellona, ora sono perfino migliorati: con gli acquisti estivi la rosa è ancor più completa». Percezioni diverse e chissà, forse entrambe giuste.

Perché la Roma deve ancora trovare il bandolo della matassa, ma se i giovani Cristante, Pellegrini e Kluivert (il direttore sportivo Monchi punta moltissimo sull'olandese) dovessero consacrarsi, i giallorossi potrebbero perfino riscoprirsi più forti rispetto al passato. Le serate di Champions League servono anche a questo. Certo, per vincere in casa dei campioni d'Europa in carica servono campioni, come successo nel 2002, quando Totti segnò il gol che permise ai giallorossi di imporsi per 1-0, ma fra i capitolini dovrebbe giocare dal primo minuto De Rossi che al Bernabeu ha già vinto negli ottavi di finale del 2008. Anche il Real, d'altronde, qualcosa in estate ha cambiato. Dopo tre Champions vinte di fila per gli spagnoli sarà la prima partita europea senza Zidane e Ronaldo: «Continuano ad essere forti ha spiegato Di Francesco Hanno ancora molta qualità. Con Lopetegui sono più aggressivi».

Il tecnico giallorosso, forse l'unico a credere nella rimonta con il Barcellona l'anno scorso anche dopo il 4-1 dell'andata, non parte battuto. E vuole vedere una squadra affamata: «Sappiamo che tutti si aspettano una Roma arrabbiata e offensiva. Noi proseguiamo su questa strada. Vedremo con che risultati». Al centro della difesa ci sarà Manolas, particolarmente apprezzato dai tifosi madridisti dopo il gol del 3-0 al Barcellona della passata stagione: «Ho ricevuto molti messaggi dai loro tifosi svela il greco So che mi stanno aspettando. A Madrid non possiamo permetterci di ripetere le prestazioni delle ultime gare, ma guai a pensare che il problema sia l'attacco o la difesa. Dobbiamo essere tutti coinvolti, anche l'ultimo panchinaro». Dall'altra parte ci sarà Sergio Ramos diventato leader assoluto del Real dopo la cessione di Ronaldo. Non un caso se prima dell'esordio stagionale in Champions sia stato proprio lui a presentarsi in conferenza: «Abbiamo ancora fame, d'altronde non si vincono tre Champions per caso. Senza Ronaldo siamo più squadra, lo dimostreremo. Rispetto però molto la Roma, hanno una squadra forte, in grado di migliorare i risultati dell'anno scorso». E sembra quasi che a Madrid e a Roma ci siano due punti di vista differenti. O almeno due modi diversi di percepire la squadra giallorossa.