Like romanisti a Pjanic, ma non esiste amicizia per gli asociali-social

Tre calciatori romanisti, Nainggolan, Emerson e Rudiger hanno osato porre un like ad una foto postata su Instagram da Pjanic festeggiante, con altri altri bianconeri nello spogliatoio del San Paolo

Nessuno tocchi Caino ma tutti liberi di attaccare Abele. Accade questo nel mondo bello del calcio, quello italiano non si fa mancare nulla. Ogni partita è una caverna di gas velenoso, Napoli-Juventus è stata l'ultima discarica, altre l'hanno preceduta, altre seguiranno. I social sono la cosa più asociale che esista nel mondo della comunicazione cosiddetta moderna. Hanno sostituito i muri delle latrine, oggi finalmente candidi, pennellati di fresca pittura.

Ultime notizie dalla toilette: tre calciatori romanisti, Nainggolan, Emerson e Rudiger hanno osato porre un like ad una foto postata su Instagram da Pjanic festeggiante, con altri altri bianconeri nello spogliatoio del San Paolo, dopo la qualificazione alla finale di coppa Italia. Il rischio è stato scoperto, l'azzardo punito. I tifosi romanisti li hanno ricoperti di insulti; l'amicizia è un valore inutile per questa gang di vigliacchi, il fatto che Nainggolan, noto nemico pubblico numero 1 della Juventus, abbia voluto omaggiare un amico, Pjanic, lo rende traditore, jena, complice, fiancheggiatore della nemica Juventus e del codardo bosniaco. Siamo alla frutta. Il fair play, quello originale, il rispetto dell'altro, il comportamento etico, appartiene al tempo dei dinosauri, resiste il fair play finanziario, lui stesso a volte aggirato con atti malandrini, l'educazione, invece, è in via di estinzione, roba vecchia. Per ribadire il concetto, Sarri Maurizio ha lucidato la recente panchina d'oro, assegnatagli dai suoi sodali, invitando i calciatori del Napoli a non restituire il pallone che era stato messo fuori dagli juventini, dopo l'infortunio passeggero di Cuadrado, e ha giustificato la scelta, elegante e sportiva, con il fatto che la Juventus continuasse volutamente a perdere tempo: dunque una bambinata tira l'altra. Potrei aggiungere, a chiudere il cerchio del non ritorno, le esternazioni improbabili del Pecoraro procuratore federale ma non è il caso di infierire.

Totale: è un bel mondo di fischi, di insulti, una cloaca a cielo aperto nella quale il nostro meraviglioso pubblico sguazza, nuota a dorso e a stile libero, purtroppo mai affogando. Ovviamente le cosidette istituzioni, Coni, Figc, Lega, assocalciatori, assoallenatori, preferiscono tacere. Forse è meglio, anche per la lingua italiana.

Commenti

MASMAZ1960

Ven, 07/04/2017 - 09:34

Non abbiamo mai avuto cultura sportiva e non l'avremo mai soprattutto nel calcio .... per quanto riguarda l'educazione meglio lasciar perdere, perché ormai è un miraggio.... basta vedere il comportamento maleducato al ristorante di certi figli mentre i genitori se ne infischiano totalmente continuando a farsi gli affari loro incuranti del disturbo arrecato agli altri clienti ...