Ronaldo-dipendenza? Il Portogallo è guarito

È sempre il giocatore più importante, ma in questo Europeo non è l'unica risorsa

Claudio De Carli

Ha detto Wojciech Szczesny che il Portogallo non è solo Cristiano Ronaldo: «Ma mi piacerebbe averlo in squadra anche quando è fuori forma».

Szczesny si è infortunato subito nella prima partita del gruppo C della sua Polonia contro l'Irlanda del Nord e anche oggi lascerà i guanti a Fabianski. Questa stagione l'ha giocata in porta nella Roma, 34 presenze e 34 gol, 20 in Champions, di cui due di Ronaldo, uno all'Olimpico e l'altro al Bernabeu. Poi vinta la Champions CR7 si è fermato, e siccome la sua nazionale è ai quarti, adesso sono in tanti a vederla come Szczesny: il Portogallo non è solo Ronaldo.

Il ragazzo è in assoluto il più titolato dei 184 calciatori rimasti ancora a Francia 2016. Più volte giocatore dell'anno, quattro volte scarpa d'oro, tre Champions, pallone d'Oro, record di presenze in nazionale, l'unico a segnare in quattro edizioni dell'Europeo, il più presente e capocannoniere con 28 reti calcolando le fasi di qualificazione. La lista dei suoi primati è impressionante, assieme al Ronaldo brasiliano è il solo ad aver vinto nello stesso anno solare il Pallone d'oro, il FIFA World Player of the Year, la Scarpa d'oro e UEFA Club Footballer of the Year. Se c'è una statistica nella quale non primeggia, significa che quella statistica è sbagliata. Ma qui, a giugno, è sparito, e il suo Portogallo è stato etichettato come la nazionale in assoluto più miracolata del torneo. Ripescata fra le migliori terze in un gruppo non esattamente impossibile con Islanda, Austria e Ungheria, poi un ottavo sfinente e furbo contro la Croazia. Ronaldo poco anche quando ha segnato o ha regalato assist, due, secondo solo a Heden Hazard. Avesse messo dentro il rigore contro l'Austria sarebbe anche capocannoniere del torneo.

Forse sono le altre a dover ringraziare il cielo se non si è ancora espresso ai suoi livelli. E il Portogallo se è arrivato fin qui senza di lui, può pensare che nulla gli è impossibile.

Ma oggi c'è la Polonia che non prende reti, è solida e i suoi risultati non sorprendono. E tutto questo senza Robert Lewandowski, zero gol, una variante meno glamour di Ronaldo. Due facce da gol talmente diverse. Una classifica Uefa sullo stato di forma dei giocatori attraverso parametri abbastanza contorti e misteriosi, smaschera quattro grandi assenti di questo europeo, Ronaldo è solo ottavo, Pogba 17°, Thomas Muller 33° e Robert Lewandowski addirittura oltre il centesimo posto. Il ct polacco Adam Nawalka ha detto che non è un problema: «Lui è importantissimo, è il nostro capitano. Fisicamente e mentalmente sta molto bene, sta facendo un ottimo lavoro e tutti noi speriamo che continui così». Non è vero, tutti sanno che lui e Ronaldo non stanno affatto bene, Lewandowski ha problemi al quinto metatarso del piede destro, Ronaldo si trascina dei guai muscolari che avevano messo in serio dubbio la sua partecipazione all'Europeo, tanto che alla vigilia della gara contro l'Austria si era presentato con dei collant compressivi per favorire il flusso del sangue. Ma portati con eleganza. Si svegliano loro e questo primo quarto è una delizia.