Ronaldo lancia la sfida alla sua "Real" Spagna: "Allo sbando? Non credo"

"Sono tutti dei professionisti". E il ct Santos lo vede lontano da Madrid: "Ha dato tutto..."

Sarà una serata particolare quella di oggi a Sochi per Cristiano Ronaldo. Tanto per cominciare la sua avventura mondiale inizierà da campione d'Europa in carica, responsabilità tutt'altro che indifferente. Senza dimenticare che il primo banco di prova sarà contro la sua Real Spagna. Hierro, che ha preso il posto di Lopetegui (futuro allenatore di CR7 a Madrid) punterà su Sergio Ramos, Isco e Asensio che con il lusitano hanno condiviso l'ubriacante notte di Kiev. Inoltre Ronaldo dovrà scrollarsi di dosso il tabù che lo vede sempre a bocca asciutta nei precedenti contro le Furie Rosse. Di questo non sembra preoccuparsi il ct portoghese Fernando Santos che considera il suo asso «determinante dentro e fuori dal campo. E' il nostro leader. Ricordatevi della finale con la Francia, è uscito per infortunio dopo appena 25 minuti, ma dalla panchina ha caricato a mille i compagni». Santos non sembra però così sicuro che il suo condottiero a fine mondiale vestirà ancora la casacca merengues. «Ha dato tutto e di più. Il Real è uno stimolo enorme per qualsiasi giocatore, ma Cristiano va oltre la dimensione del semplice calciatore».

In attese di capire cosa accadrà dalle parti di Parigi, dove il Psg dovrà vendere entro il 30 giugno per 60 milioni di euro per non scatenare le penalizzazioni dell'Uefa, Ronaldo pensa soltanto alla sfida con la Spagna. Non si è voluto esprimere sul cambio di allenatore, ma ha ricordato che «stiamo parlando di professionisti. Non sono allo sbando e non si faranno influenzare dagli eventi di questi giorni». Nelle alchimie di Santos, Ronaldo giocherà da attaccante puro, al fianco del milanista André Silva, reduce da una stagione deludente in Italia, ma che vanta estimatori nella Premiership. Si parla soprattutto del neopromosso Wolverhampton, allenato dal connazionale Nuno Espirito Santo, altro uomo (tanto per cambiare) della scuderia di Jorge Mendes. Qualità anche sugli esterni, con Bernardo Silva del City e l'ex interista Joao Mario. A dare equilibrio al centro del campo ci saranno Joao Moutinho e Danilo Pereira. In difesa Soares e Guerreiro ai lati degli esperti Pepe e Bruno Alves, con Rui Patricio tra i pali. Non si hanno tracce, neppure tra i convocati, di Eder Macedo, mattatore della notte europea al Saint Denis. L'autore del gol che gettò nello sconforto la Francia ha giocato con la Lokomotiv di Mosca, senza trovare qualche scampolo di gloria e realizzando appena 4 reti.

Sul fronte iberico Hierro non sconvolge i piani del suo predecessore. Deve solo fare a meno del dolorante Carvajal, infortunatosi contro il Liverpool. Al suo posto partirà dal primo minuto Odriozola, pezzo da novanta della Real Sociedad che, ironia della sorte, potrebbe soffiare il posto a Carvajal persino nel Real Madrid. In avanti spazio al legnoso Diego Costa, con gli imprevedibili Isco e Asensio a rimorchio.