Rossi corre in difesa "Qui sono il più lento"

Marquez pole da marziano, Lorenzo 2° Vale 6°: "Jorge lontano, c'è da lavorare"

«Cose da pazzi». Perché il gioco si fa duro. Marquez che vuole dimostrare di essere il più forte, Lorenzo che crede nella rimonta su Rossi. Non c'è spazio per la normalità in questo ultimo spicchio di mondiale sulle due ruote. L'eccezionalità è data dal momento ma anche dai valori in pista. Perché succede che a livello «di guida e precisione stiamo raggiungendo limiti impensabili», sottolinea Jorge. Il sabato di Aragon è un condensato di bravura e follia nel quale Rossi sta defilato, come spesso accade al sabato e oggi deve inseguire quei due scatenati.

Prendere Marc Marquez che alla prima uscita piazza il tempone, quello che nessuno riuscirà più a scalfire, ma solamente a insidiare. Record della pista sbriciolato e settima pole stagionale. Ma fa niente lui ci prova anche con la terza gomma, e finisce per stendersi. Oltre il limite. Spinto da Jorge Lorenzo che dopo il flop di Misano vuole ripartire forte. Si incolla nella seconda uscita al campione del mondo in carica, a un decimo e poi dirà: «Peccato che ci sia Marquez che sul giro secco fa cose straordinarie». Una lezione di stile che ne esalta la sportività. Perché tra di loro questi pazzi scatenati nutrono un rispetto profondo e non solo perché vanno a trecentoquaranta all'ora.

E poi hanno anche la forza di sorridere dopo un volo come quello di Marquez che scherza: «Mi dispiace per i meccanici che devono riparare la moto». E poi a Livio Suppo, team principal Honda, aveva avuto anche la lucidità di dire: «Quasi riuscivo a riprenderla». Decisamente più serio nel mandare un messaggio alla concorrenza in vista della gara: «Siamo a posto». Sarà duello tra Marquez e Lorenzo. Poi c'è Valentino Rossi che parte sesto, centrando l'obiettivo minimo della seconda fila anche se quel scuotere la testa più volte nel giro di rientro vale più di molte parole. Perché sono troppi quei 4-5 decimi che rende sul passo al compagno e rivale «mondiale»: «Dei migliori sono il più lento... Lorenzo è troppo lontano». Ma rialza subito la testa: «Bisogna lavorare per riuscire ad essere più aggressivi e poi bisogna dare il massimo e non fare calcoli». Non sono mica ragionieri, piuttosto matti da legare. E di solito il Dottore le «pazzie», quelle giuste per intendersi, se le tiene sempre per la gara: «Alla domenica non succede mai quello che ti aspetti».

Non si fida Marquez che a proposito della gara non si sbilancia anche perché con Valentino «non si sa mai, alla domenica fa sempre un passo in avanti». Comunque il Dottore tiene nel mirino Lorenzo perché i 23 punti di vantaggio sono tanti, ma non bastano per dormire sonni tranquilli. Quindi oggi al via il primo obiettivo sarà mettersi subito in scia ai due «matti», ma in mezzo ci sono Pedrosa, Pol Espargaro e Iannone. Un altro che al sabato è sempre da «curare». Splendida prima fila, terzo, mentre Dovizioso, viene sbattuto fuori dal Q2 dalle due Rosse della Pramac con Petrucci poi nono in griglia.

C'è un'altra faccia dell'Italia che ride, quella di Enea Bastianini. Seconda pole di fila in Moto3, e ora spera di replicare anche la vittoria del Mugello per continuare il sogno stupendo, quello di una rimonta folle sull'inglese Kent che ha un vantaggio di 55 punti in classifica. Una follia tira l'altra.