Da Rudic a Velasco l'eterno ritorno dei santoni azzurri

Altri due ex ct ripartono dai club a Recco e Modena: «La panchina dà dipendenza...»

Visti da vicino, ascoltati, raccontati dai giocatori, sono magnetici. Rudic e Velasco sono tornati, erano formidabili una trentina d'anni fa, assieme ad Arrigo Sacchi. Manca giusto il fusignate, ecco, che da quando si dimise al Parma, per ansia, ha scelto di sferzare in tv. Anche Ratko e Julio, sferzano ancora, ma in piscina e sul parquet.

Visto alla Sciorba di Genova, per l'amichevole All star di pallanuoto, il croato è impressionante, per stazza e autoritarismo, con i baffi di sempre, solo imbiancati. Rudic è tornato a sorpresa, alla Pro Recco, vincitrice di 13 scudetti in sequenza e di 8 Champions in 15 anni, ma di una sola nelle ultime 6 stagioni. Da giocatore, Rudic giocò in sole 2 squadre, fu bandiera slava per 12 stagioni, poi ct di 5 nazionali, con 4 ori olimpici; memorabile il successo con gli azzurri a Barcellona '92, dopo 3 supplementari, sulla Spagna. «In questo quarto di secolo - riflette - i ruoli e la pallanuoto sono cambiati, il gioco è più fisico e dinamico. In acqua c'è meno classe, quella che aveva per esempio Sandro Campagna, ma più forza. Se funziona il contenimento, talvolta il gioco va da sè».

Aveva lasciato l'Italia nel 2000. «Ritorno al passato, qui ho trascorso anni bellissimi, è come fosse una seconda casa. Partecipo a un progetto importante, mi diverte e motiva. Velasco è un '52, io del '48: abbiamo passione per la sport. E poi la panchina dà dipendenza».

Julio mancava da un decennio, da Montichiari, è alla terza esperienza a Modena e domenica ha vinto subito, la supercoppa. «Disputando 10 set in due giorni - confessa l'hawaiano Christenson, l'mvp della partita -. Il coach ci ha dato tranquillità».

L'argentino è stato poi ct della Spagna, dell'Iran (2 ori asiatici) e dell'Argentina: «Siamo arrivati al titolo panamericano. Ma in Italia non ricordo l'ultimo successo». Fu nel '96, nel World super challenge in Giappone, con la nazionale. Rudic è burbero nei timeout, Velasco è ancora guru. Si documenta e argomenta. Con Zaytsev, nella finale di Perugia fa piangere la presidentessa di Modena Catia Pedrini, alle vie legali con il bulgaro Stoitchev, che aveva la squadra contro. A primavera, vedremo se Ratko e Julio avranno centrato il grande slam. Magari imiteranno Tabarez, che resterà ct dell'Uruguay sino al 2022, quando avrà 75 anni.