Rui Costa ci prova: "Bisogna giocare da campioni d'Europa..."

Il grande ex di Fiorentina e Milan: "Titolo al Portogallo? Non sarebbe un miracolo. Silva? Fidatevi"

Dodici anni indelebili. Quelli che Rui Manuel César Costa ha trascorso nel nostro Paese, sull'asse Firenze-Milano. Con la maglia del Portogallo, invece, per Rui Costa giocatore sono arrivate due delusioni cocenti: il Mondiale di Corea e Giappone che «è stato il peggiore di tutti per il nostro Paese» e poi l'indigesto ko in finale contro la Grecia, davanti al proprio popolo, a Euro 2004. Quest'anno, però, i lusitani arrivano in Russia da campioni d'Europa in carica. «Non sottovalutateci», è il messaggio dell'ex Fiorentina e Milan e ora ds del Benfica.

Rui Costa, si parte subito forte: c'è la Spagna.

«Siamo campioni d'Europa, con merito, e questo titolo devi riuscire a difenderlo. Possiamo farcela».

Le sue favorite?

«Germania, Spagna e Brasile. Mi sembrano quelle più in grado di arrivare fino alla fine».

Quattro anni fa fuori ai gironi. E ai Mondiali mai meglio del terzo posto del 1966. In Russia a cosa mirate?

«L'obiettivo è fare più strada possibile. Se vinciamo il titolo, guai a parlare di miracolo. Il Portogallo è in missione».

La vostra garanzia si chiama CR7.

«Ronaldo? Ha una forza mentale incredibile. Lui vuole sempre vincere tutto. Quindi...».

Veniamo al nostro campionato: che cosa pensa dell'ultima stagione del Milan?

«E' una squadra giovane che sta aprendo un ciclo nuovo. Per la sua storia, il Milan merita la Champions. Capisco i tifosi, ci vuole ancora un po' di pazienza».

Gattuso?

«Un grande, un grande, è sempre stato un grande in tutto. Sarà un grandissimo allenatore. E non lo dico perché è stato mio compagno di squadra».

Qui a Milano ci si aspettava di più dal suo connazionale, André Silva.

«Quando arrivi al Milan tutti si aspettano tanto. La gente lo deve capire. Io gli darei fiducia».

Altro uomo di mercato è Cancelo, bocciato però dal ct Santos.

«A me piace molto e all'Inter ha fatto davvero bene. L'ho visto crescere al Benfica».

Nella sua Firenze un'annata a dir poco complicata.

«È stata una stagione molto difficile per la Fiore, che ha perso in maniera tragica il suo capitano. Sono felice che la città, i giocatori e Stefano Pioli, mio compagno di squadra nel mio primo anno a Firenze, abbiano avuto la forza di superare quel terribile momento».

Chiesa e Simeone i nuovi Rui Costa e Batistuta?

(Sorride) «Me lo auguro per loro. Sono due giovani in gamba che stanno facendo molto bene».