Russia, per gli ottavi manca solo la matematica All'Egitto non basta Salah

Due su due per la Russia, ormai a un passo dalla prima qualificazione alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale da quando non si chiama più Unione Sovietica

Due su due per la Russia, ormai a un passo dalla prima qualificazione alla fase a eliminazione diretta di un Mondiale da quando non si chiama più Unione Sovietica. Otto gol fatti, uno subito, una mezza dozzina di giocatori (Golovin, Dzyuba, Cheryshev, Zhirkov, Zobnin, Samedov) in grande forma. In Russia si è scritto che il mondiale della Sbornaya iniziava contro l'Egitto, vista l'assoluta inconsistenza dell'Arabia Saudita nel mach d'esordio. Il quale, tuttavia, aveva permesso di temperare l'ondata di pessimismo che avvolgeva il paese. Pur con tutti i suoi limiti, la nazionale di casa aveva dimostrato di esserci. Il 3-1 all'Egitto lo ha confermato in maniera netta.

Rispetto all'esordio, Cherchesov sceglie i centimetri di Dzyuba al centro dell'attacco, memore della vulnerabilità dell'Egitto sulle palle aeree da calcio piazzato. È l'apparente lieto fine di una telenovela che si protrae da tempo, visto il caratteraccio dell'attaccante dello Zenit, che fu cacciato dal tecnico alla vigilia della Confederations Cup, e non sembrava pertanto rientrare nei suoi piani mondiali.

Prima fase di gioco di marca russa, con l'Egitto a riproporre la ben strutturata muraglia che aveva fatto tanto sudare l'Uruguay. Questa volta però ad accendere il contropiede c'è anche Salah, la cui presenza in campo era stata richiesta alla vigilia addirittura dal ct russo Cherchesov («Salah non è un giocatore dell'Egitto, ma appartiene al mondo intero»). Ma in casa dei Faraoni le idee, a livello di costruzione del gioco, rimangono poche. Salah prova ad accendersi dopo la mezzora: murato da Zhirkov nella prima occasione, sinistro fuori di poco nella seconda.

I gol arrivano tutti nella ripresa. La Russia trova il vantaggio in maniera fortunosa, grazie a un tiro da fuori ciabattatodi Zobnin che Fathi, nel tentativo di anticipare Dzyuba, devia nella propria porta. Una rete che, aldilà dello stile non impeccabile, premia la prestazione di alto profilo tattico di Zobnin, uomo-ovunque in campo. Il raddoppio è frutto di una bella azione Dzyuba-Fernandes-Dzyuba, con rasoterra a centro area finalizzato da Cheryshev (3° gol al Mondiale) tra le belle statuine della difesa egiziana. Passano tre minuti e Dzyuba si inventa un gran gol, con controllo protezione della palla e tiro da attaccante di razza. Infine rigore (con Var) per il gol della bandiera di Salah.