Russia sull'orlo del baratro a 2 anni dal mondiale in casa

Se questa sera i russi non battono il Galles salutano, ma in patria si sprecano gli elogi al tifo nazionalista

Dev'esserci qualcosa che ci sfugge nel far east di mamma orsa dove fra due anni verranno organizzati i campionati del mondo di calcio.

Nello stesso giorno, più o meno, leggiamo che il grande inverno è terminato e i leader europei fanno a gara a chi per primo corra ad abbracciare Vladimir Putin. Si va verso un'abolizione graduale delle sanzioni per l'annessione illegale della Crimea e i fatti in Ucraina. Bene, almeno c'è il sospetto del dialogo, poi però Alexander Shprygin aggiorna la notizia: «I tifosi sono uno straordinario strumento di forza del potere, loro formano le associazioni più di massa e più patriottiche in circolazione. E lo Stato se n'è accorto». Shprygin è a capo dell'associazione dei tifosi russi, con solidi legami con il potere moscovita e Putin in particolare, ed è nell'organigramma dei responsabili del mondiale 2018. Un'attività, quella di Shprygin, che fa a pugni con l'Europa, al grido di «Russia ai russi». A Marsiglia non hanno avuto bisogno di leggere i giornali e guardare i tigì per capirla. Anche qui sanzioni congelate fino a nuove botte degli hooligans russi, qualcuno è stato condannato con divieto di rimettere piede in Francia per i prossimi due anni, capirai che legnata, tanto che Putin si è detto sorpreso: «Mi domando come abbiano fatto 200 nostri tifosi ad avere la meglio su alcune migliaia di inglesi».

Il leader russo farebbe meglio a domandarsi come sia possibile che la nazione con il maggior numero di cittadini presente all'Europeo francese sia in assoluto la più scarsa di tutte. Ma proprio scarsa. Senza andare a sfogliare l'Albo d'Oro, non c'è bisogno, si va a braccio, un Europeo 56 anni fa quando si chiamava CCCP, era la prima edizione e si giocava proprio in Francia. Poi notte fonda, lì non si vince e per togliersi qualche sfizio Abramovich e soci spendono i loro rubli in Premier league.

La profonda crisi del calcio russo si sta regolarmente perpetrando in questa edizione, squadra di una lentezza cosmica, non ce n'è uno in grado di fare un dribbling, un gol nel recupero della sfida con gli inglesi di Alexei Berezutski li mantiene ancora in coma vigile, ma contro il Galles, oggi allo Stadium municipal di Tolosa, sono davanti a una sola alternativa, vincere per sperare di essere ripescati fra le migliori terze. Neppure una sorpresa visto che nelle sette gare che hanno preceduto l'avventura europea, la nazionale di Leonid Sluckij ne aveva vinta solo una.

Età fra i 25 e i 40 anni, diversi reduci, inquadrati in organizzazioni neonaziste, ben addestrati e sempre a conoscenza del territorio in cui operano con azioni fulminee, difficilmente ubriachi. Sono gli hooligans di mamma orsa, pronti ad essere usati all'occorrenza, la vera forza fuori dallo stadio. Dentro invece la pochezza di Kokorin, Smolov e Dzyuba, gli unici autorizzati ad attaccare nella rosa di Sluckij.