Il sacro fuoco di Conte e lo spirito di Buffon nella valigia degli ottavi

Il ct: «Dopo una sola partita, nessuno può essere stanco». Darmian unico in dubbio

Il più piccolo stadio dell'Europeo per centrare il primo traguardo. A Tolosa l'Italia di Conte viaggia con la prospettiva di sfatare un tabù lungo 16 anni (due vittorie di fila nelle prime due gare di un grande torneo), di mettersi in tasca la qualificazione e di cancellare gli ultimi dubbi su un gruppo azzurro orfano di talenti. «Vogliamo dimostrare di non essere un fuoco di paglia», così il ct in un'intervista a Rai 1 alla vigilia del secondo impegno contro la Svezia. Lo stadio Municipal di Tolosa, situato in pieno centro, su un'isola del fiume Garonna, ha solo 33.500 posti, ma almeno per un quarto sarà riempito da tifosi italiani. Se arriverà il successo, potremo preparare i bagagli per gli ottavi.

«Sappiamo chi siamo e da dove arriviamo, dobbiamo avere il fuoco dentro, ma non abbiamo ancora fatto niente, pensiamo a vincere e qualificarci», dice alla vigilia un Conte decisamente più sollevato dopo il primo test che ha riempito di elogi la sua nazionale dopo mesi di perplessità e critiche.

Squadra che vince non si cambia, recita il vecchio adagio. E Conte, sulla falsariga di altri colleghi azzurri, potrebbe cambiare poco o nulla. Dall'ultimo allenamento a Montpellier non arrivano segnali specifici, l'unico sotto esame è Darmian che potrebbe essere il sacrificato (Florenzi favorito per il cambio). Usiamo il condizionale perchè magari il ct stupirà tutti lasciando dentro anche il terzino del Manchester United. Per gli altri esame superato, compreso il Pellè che ha dovuto fare i conti con una lussazione al dito e con un pestone al piede. «Un attaccante che è dovuto emigrare all'estero per affermarsi e che dimostra come la volontà di mettersi in mostra non conosce ostacoli», lo elogia l'allenatore leccese. Che magari in corso d'opera avrà modo di sperimentare altre soluzioni. Non dimenticandosi dei quattro diffidati (Bonucci, Chiellini, Thiago Motta ed Eder) che al prossimo cartellino sarebbero già fermi ai box.

«Abbiamo giocato solo una partita, in 4 giorni c'è stato tempo per recuperare ed allenarci oltre che prepararci bene alla partita con la Svezia - così Conte che esclude il turnover -. Farò delle valutazioni secondo alcuni parametri: uno è il mio occhio, gli altri sono il colloquio con i giocatori e i test. Dopo appena 90 minuti, mi sembra eccessivo parlare di gente stanca, non penso di fare grandi cambiamenti».

Lo spauracchio è Ibra, ma il ct pensa sempre al concetto di gruppo anche quando parla degli avversari. «Bisogna attaccarli in toto, quindi abbiamo analizzato i calci da fermo, la situazione offensiva e difensiva e in questo senso esiste il problema Ibrahimovic», sottolinea Conte.

«L'Italia non ha le stelle del passato ma è sempre una grande squadra», ammonisce il ct svedese Hamren al quale piacerebbe sfruttare «con cinismo le poche occasioni che gli azzurri ci concederanno». «Storicamente la seconda partita ci ha creato problemi, siamo qui per risolverli, ma non dimentichiamo che con i nordici se giochi ottimamente vinci, se lo fai bene rischi di pareggiare, se fai male perdi», il messaggio di Buffon. Chiamato stasera a blindare la porta per la quarta gara di fila: l'ultima volta fu in Germania nel 2006. Un buon presagio?