Salah, Imbula, Ibra il mercato spazza via firme, regole e fairplay

Documenti incomprensibili e promesse mai mantenute. Pazzini al Verona per cinque anni: un milione a stagione. Raiola gira l'Europa per piazzare Zlatan

Il mercato straccia tutti, è di gran lunga il best seller dell'estate, hit e cult senza rivali, c'è sempre dentro tutto, sesso, sangue e soldi. Per fortuna i capi se ne sono accorti e adesso gira tutto l'anno e non ci fa mancare proprio niente. Ha delle date in cui depositare gli accordi, ma sono ininfluenti. Come i contratti e prima ancora i contatti.

Si è dovuto inchinare anche Michel Platini, da tempo non ne era più abituato, e il suo Fair play finanziario sta svaporando: «No - ha replicato -. Siamo solo passati da un periodo di austerità a uno in cui si possono offrire più occasioni di crescita sostenibile». Un giro di parole che ha riabilitato improvvisamente Manchester City e Psg, gente col grano, milioni di euro bloccati che non muovevano l'economia del football. Tanto che ora Nasser Al Khelaifi ha avvicinato Florentino Perez e gli ha chiesto di vendergli Cristiano Ronaldo, operazione da circa 200mln, cartellino del Madrid, procura di Jorge Mendez, diritti di immagine di Peter Lim. Dai, è stata una bella ripartenza. Via, senza regole severe, anzi c'è una gran bella flessibilità e norme morbide, prima le firme sui tovagliolini degli snack bar finivano in Lega e valevano un tesoro, adesso Jackson Martinez e Kondogbia (abbiamo saputo che si pronuncia senza l'accento sulla a), a giugno erano del Milan, praticamente fatti. Blitz di Adriano Galliani a Oporto e il 10 giugno strappa il sì dell'attaccante colombiano con un quadriennale da 3,5mln a stagione. Il suo futuro è praticamente definito, dichiara il suo agente Luiz Henrique Pompeo in una intervista a O Jogo , e il Porto riceverà per intero i 35mln della clausola rescissoria. Stessa storia Kondogbia. Dieci giorni dopo il colombiano è dell'Atletico, il francese va da Mancini e dichiara: «Non è vero, come avevano scritto alcuni giornali, che avevo detto sì al Milan. Il Milan non ha mai avuto il mio sì, chi l'ha detto ha pronunciato una falsità». A Riscone tifosi in pausa cardiaca, è la dichiarazione che sognavano, ma c'è qualcosa che non quadra. Imbula prima dice sì all'Inter, poi dice che l'Inter lo fa vomitare. Veramente l'ha detto il padre di Imbula, ma al padre di Imbula l'ha detto il figlio.

La migliore resta quella di Mohammed Salah, pubblicati anche alcuni documenti ma non si è capito niente, firme incomprensibili, insomma se aveva accettato o non aveva accettato di restare alla Fiorentina, non è chiaro, ma è la cosa più importante.

Adesso c'è Mino Raiola che sta facendo il giro d'Europa con la foto di Zlatan Ibrahimovic in tasca. Eppure lo svedese è sotto contratto, cioè, non si potrebbe. Ma chi glielo va a dire, poi quello ti taglia fuori e tanti saluti ai campioni della sua scuderia. È riuscito perfino a far credere che c'è sopra anche l'Inter, e la cosa strana è che poi un mucchio di cose si avverano.

Ieri comunque lo svincolato Pazzini ha firmato un quinquennale con il Verona a un mln a stagione. Sono almeno dieci giorni che siamo ai dettagli con l'arrivo di Jovetic e il rinnovo di Handanovic, così come Allan al Napoli, Vidal al Madrid, Cuadrado alla Juventus, Darmian allo United, manca solo l'ufficialità per Baselli e Zappacosta al Torino, Ferrero ha annunciato di aver preso Zukanovic ma pare che il bosniaco del Chievo non ne sappia niente, Ogbonna è del West Ham, il Napoli ha preso Astori, Garcia spaventa tutti dichiarando: «Romagnoli è un pezzo importante, quando ci ritroveremo assieme ci capiremo meglio». Se la Roma ce la fa a prendere 11mln dal Monaco per Destro, va decisa su Dzeko.

C'è il ds del Galatasaray a Milano, si dice per sdoganare Melo e farsi dare Inler da De Laurentiis.