Sanremo città di Gerrans dalla classicissima alla rosa

L'australiano, vincitore qui tre anni fa, è il primo leader Nella cronosquadre tengono Contador e Aru, male Porte

SanremoSulla pista ciclabile che porta da San Lorenzo al Mare a Sanremo, dove generalmente scorrazzano serene e tranquille belle famigliole, volano ad oltre 54 chilometri orari i giovanotti australiani della Green Edge guidati da quel Simon Gerrans, 35 anni il prossimo 16 maggio, originario di Melbourne, che sul lungomare Italo Calvino della città dei fiori aveva già trionfato tre anni fa, quando in volata si era sbarazzato dello svizzero Fabian Cancellara e del nostro Vincenzo Nibali.

Gli porta bene Sanremo. Soprattutto lo scortano benissimo i suoi otto compagni di avventura, che alla vigilia erano dati per favoriti, e loro non hanno fatto nulla per deludere le attese. «Sanremo sta diventando proprio un posto speciale per me e la squadra - dice la maglia rosa -. Devo dire grazie al mio team. Abbiamo studiato il percorso molto attentamente nei giorni precedenti la corsa e penso che la nostra vittoria sia più che meritata. Ognuno nella Orica GreenEdge merita un pezzo di questa bellissima maglia. Una delle maglie più importanti del ciclismo, una maglia che è la storia del ciclismo».

Sanremo è vestita a festa, mentre il Giro la festa la produce. La corsa rosa è contagiosa, da mesi da queste parti hanno lavorato con grande impegno e passione e l'idea poi di portare su una pista ciclabile una delle corse più importanti del mondo, seconda solo al Tour, è stata semplicemente geniale. Un modo bello per promuovere il territorio, per far conoscere questa striscia d'asfalto lunga 18 chilometri, che sembra impossibile possa essere stata ricavata in una regione che da sempre deve lottare con tutte le sue forze per conquistare spazi.

C'è chi ha come obiettivo quello di vincere almeno una tappa, ad incominciare proprio da Gerrans e dai suoi Orica, che ieri il loro obiettivo l'hanno pienamente raggiunto al primo colpo, nella prima tappa. Gerrans e i suoi compagni di squadra non hanno ambizioni di vittoria finale, loro sono qui per portare a casa qualche tappa intermedia, per fare bella figura. Chi ha come obiettivo quello di vincere la "corsa rosa" e vestire quella maglia ambita sul podio di Milano, sono i vari Contador, Uran, Porte e Aru. In questo caso, in questo primo atto del racconto rosa, chi sorride è lo spagnolo Alberto Contador, che con la sua Tinkoff-Saxo ha chiuso al secondo posto, a soli 7'' dagli australiani di Gerrans. Terza l'Astana di Fabio Aru, che paga 13''. Nella classifica dei migliori, di quelli che sono venuti qui a Sanremo non per prendersi le briciole ma puntare al bersaglio grosso, Contador guida con 6'' su Fabio Aru, 12'' su Rigoberto Uran (Etixx-QuickStep) e 20'' su Richie Porte (Sky), il vero sconfitto di giornata.

«Abbiamo fatto una gran bella prova - dice soddisfatto e fiducioso Aru, il sardo di Villacidro -. Se ho sperato e pensato di poter vestire subito la maglia rosa? Un pensierino l'ho fatto, questo era normale. Ma l'importante era partire con il piede giusto e noi non abbiamo nulla di cui rimproverarci». Contador sorride sornione, Rigoberto Uran mastica un po' amaro, visto che qualcosa di più forse il colombiano se lo aspettava. Richie Porte, punta del Team Sky, cerca di metabolizzare al meglio la scoppola rimediata. «Giornata non felicissima, ma il Giro è solo all'inizio. Di strada ce n'è davvero tanta da fare». Come dargli torto?