Sarri chiede la fiducia del Chelsea: "Mi dicano se sono contenti del mio lavoro"

Il tecnico italiano del Chelsea: "Ho ancora due anni di contratto, non ho contatti con altri club. Dovrò parlare con la società dopo la finale"

Torna in Italia? Andrà alla Juve oppure al Milan? Le domande sul futuro di Maurizio Sarri si affollano in questi giorni, in quello che potrebbe essere uno dei periodi più turbolenti sotto il profilo del cambio di panchine tra i maggiori club europei. Ma il diretto interessato che dice sul suo futuro? "Ora devo pensare solo alla finale di Europa League. Ho ancora due anni di contratto con il Chelsea e sono felice di rimanere in Premier League". Poi esce dai preamboli ed entra subito sull'argomento: "In questo momento non ho contatti con altri club, ma dopo la finale devo parlare con il Chelsea perché voglio sapere se sono contenti e soddisfatti di me".

Quando gli chiedono se gli faccia piacere l'interesse dei club italiani, risponde mettendo le mani avanti: "Come sapete io adoro la Premier League, in questo momento per me è il campionato più importante del mondo ed è bello giocarlo. Io sono felice di rimanere in Premier League e il Chelsea è uno dei club più importanti qui, ma dobbiamo sicuramente discutere della
situazione. E' normale alla fine della stagione discutere e confrontarsi con il club, succede in tutte le società".

A un certo punto qualcuno riferisce che secondo alcuni rumors lui sarebbe più felice di tornare in Italia. Secca la sua risposta-smentita: "Non riesco a capire perché, per il mio calcio? Negli ultimi due anni il Manchester City ha vinto tutto e lo stile di gioco del City è simile a quello che ho in mente io, penso che possiamo giocare il mio tipo di calcio anche qui in Inghilterra".

Ma che farà allora l'ex tecnico di Napoli ed Empoli? La conquista dell'Europa League è solo una variabile. Abramovic ha già dimostrato di non farsi problemi a cambiare tecnico anche dopo la vittoria della Champions. Roberto Di Matteo, confermato a giugno (dopo la conquista della Coppa con le orecchie), a novembre fu esonerato.