Schumi e quel video che emoziona

Michael si racconta 2 mesi prima dell'incidente. Ed è subito giallo

di Benny Casadei Lucchi

Parla nel suo tedesco chiaro e semplice Schumi, e parla in inglese. Basta un click nell'idioma scelto perché Michael Schumacher torni Michael Schumacher, quello vero per noi, quello che conoscevamo, quello con il mento lungo e storto e la bocca piccola e gli occhi chiari e furbi e l'espressione sorniona. Il fermo immagine che fermo non è lo inquadra mentre in t-shirt respira e sbatte le palpebre e attende di essere interrogato; non appena si clicca su una delle domande a lato, ecco che lui smette di attendere respirando e riprende a parlare e a dire cose. Da brividi. Come se ciò che la medicina non è riuscita a fare sul suo corpo fosse possibile con un click.

Dice cose Schumi in quella video intervista dedicata ai tifosi e registrata due mesi prima del dramma. Nessuna novità, concetti già espressi quand'era in attività, tipo «il campionato più emozionante è stato il 2000 con la Ferrari, arrivavamo da 21 anni senza mondiale per loro e cinque anni a digiuno per me»; tipo «il pilota che ho rispettato di più in questi anni è stato Mika Häkkinen. Quanto agli idoli, quand'ero piccolo in pista c'erano Ayrton Senna e Vincenzo Sospiri, che ammiravo molto perché era un buon pilota, ma il vero idolo era Toni Schumacher (il portiere tedesco di Italia-Germania 1982)»; tipo «ho sempre pensato di non essere troppo bravo e che dovevo lavorare per migliorarmi, ritengo sia stata questa una delle chiavi che mi ha fatto diventare quello che sono...».

L'intervista è lì, online. È lì «da anni, dal 2014, ma incredibilmente tutti ne stanno parlando e ci stanno titolando in rete come se fosse stata caricata ora, come di un inedito...» dice preoccupata Sabine Kehm, manager dell'ex campione e del figlio Mick e da una vita la persona più vicina alla famiglia. Sta provando a disinnescare l'onda lunga di un fake insidioso. Perché è chiaro che se quella video intervista fosse stata messa online adesso, assumerebbe subito la valenza di un testamento sportivo, quasi il preavviso di qualcosa che accadrà. Nulla di tutto ciò, invece. L'intervista venne registrata il 23 ottobre del 2013 e messa online qualche mese dopo il dramma, in occasione del rilancio e del restyling del sito officiale del campione. Semmai, ora, mentre mese dopo mese, a cinque anni dall'incidente sugli sci, appare sempre più chiaro come il recupero di Schumi sia difficoltoso, mentre le poche e mai ufficiali informazioni su di lui lo raccontano su una sedia a rotelle, incapace di comunicare, semmai c'è da domandarsi se sia più un bene o più un male poterlo vedere e ascoltare in modalità start and stop. Con un click irriverente che gli ridà tutto quello che non ha più.