Le scuse Bonucci e il caro biglietti: ecco come gli ultras ricattavano la Juventus

La curva della Juventus è stata colpita duramente dalla Digos di Torino nell'ambito dell'operazione Last Banner. La scusa del caro biglietti o il ritorno di Bonucci per contestare la società erano solo una copertura: dietro c’era solo la volontà di praticare estorsioni e conquistare più potere

La notizia di giornata è sicuramente quella relativa all'arresto di ben dodici capi ultrà della Juventus, esponenti di spicco dei principali gruppi facenti parte della curva bianconera. Sei di loro sono finiti in carcere, quattro sono finiti agli arresti domiciliari e due hanno avuto l'obbligo di dimora. L'operazione condotta dalla Digos di Torino, denominata 'Last Banner' è stata possibile anche grazie alla grande e massima collaborazione da parte del club di Corso Galileo Ferraris con le forze dell'ordine per cercare di arginare e debellare questo problema che attanaglia il mondo del calcio ormai da diverso tempo.

Tra le persone arrestate c'è il capo dei Drughi, Dino Mocciola, che aveva già avuto problemi con la legge quando negli anni novanta aveva ucciso un carabiniere durante una rapina e che viene considerato uno dei principali responsabili delle infiltrazioni malavitose, della 'ndrangheta, all'interno della curva bianconera. Non solo, però, perché le misure cautelari sono state eseguite anche nei confronti del suo braccio destro Salvatore Cava e del capo del gruppo 'Tradizione-Antichi Valori' umberto Toia. In arresto anche Giuseppe Franzo, numero uno del gruppo 'Quelli di via Filadelfia'. Tra le persone fermate ci sono anche alcuni membri dei 'Viking' e di 'Nucleo 1985'.

La Digos di Torino ha potuto contare anche sulla collaborazione delle Digos di Alessandria, Asti, Bergamo, Biella, Como, Firenze, Genova, La Spezia, L'Aquila, Mantova, Milano, Monza, Pescara e Savona per poter effetture 39 perquisizioni nei confronti di altri 37 esponenti della curva bianconera che sono tutti indagati nell'ambito della stessa indagine dove i vari gruppi organizzati avevano creato un'associazione a delinquere che ricattava gli alti esponenti della Juventus per cercare di avere un certo numero di biglietti gratis e agevolati per lo Stadium così poi da gestire il bagarinaggio.

La tifoseria organizzata avrebbe usato come scusa il caro biglietti o il ritorno di un giocatore poco gradito come Leonardo Bonucci per contestare la società ma in realtà c'era ben altro sotto. Le richieste estorsive di alcuni esponenti di spicco della curva alla società sarebbero state queste negli anni: 25 biglietti a partita per ogni gruppo, tagliandi gratis agli striscionisti, agevolazioni nell'acquisto dei biglietti, un borsone con materiale sportivo all'interno e inviti alle feste della società. Una cosa è certa, l'indagine "Last Banner" ha decapitato la curva bianconera colpendo i leader storici e le persone più influenti del tifo organizzato della Vecchia Signora.

La Procura ha voluto fare i "complimenti" al club di corso Galileo Ferraris per aver denunciato questa attività criminale: "Abbiamo trovato le prove che molte cose erano ottenute con la violenza, altrimenti la ritorsione contro la società erano i cori razzisti, con conseguente squalifica del campo e multe salate. La collaborazione della società è stata molto importante visto che ha avuto il coraggio di denunciare. Ma la parte lesa sono anche i tifosi, vittime di intimidazioni, costretti a non andare più allo stadio perché non riescono più a sopportare le angherie, il clima, gli slogan razzisti: non ci si fermava neanche davanti ai bambini”.

Il Questore Giuseppe De Matteis ha poi aggiunto:“È la prima volta che singoli reati vengo contestati a singole persone. Sicuramente questa non può essere l’unica situazione sul territorio nazionale. Questa attività della procura, assegnata alla polizia, potrebbe essere replicata con successo sul territorio nazionale con un modello che si può replicare”. Aspettando quello che succederà sugli spalti dello Juventus Stadium nelle prossime partite casalinghe all'esterno dello stadio è stato esposto uno striscione eloquente: “La curva sud è morta”.

Segui già la pagina di sport de ilGiornale.it?