Le sette vite degli sprinter

I corridori hanno davvero sette vite come i gatti: sono pazzeschi. Non è la prima volta che assito a certe cadute, ma ogni volta che le vedo resto sempre impressionato dall'abilità e dalla capacità di questi ragazzi di rialzarsi come se niente fosse.

Ieri a provocare la caduta è stata la maglia ciclamino, nonché campione di Germania, Pascal Ackermann; due vittorie al suo attivo in questo Giro, che è andato inavvertitamente a toccare la ruota di un suo compagno di squadra, causando un bel disastro. I corridori hanno sette vite come i gatti, ma è certo anche che su di loro risplende una buona stella.

Detto questo, spero che oggi sia finalmente la volta buona per il nostro Elia Viviani. È sempre lì il veronese, il primo dei battuti: non è nella posizione migliore. Merita di fare un passo in avanti. Solo uno.

Commenti

Holmert

Mer, 22/05/2019 - 09:43

Rguardo la caduta ho capito come sono caduti quelli sulla destra del teleschermo, causa la caduta di Pascal Ackermann; non ho capito la caduta ,subito dopo sulla sinistra, del tutta diversa dalla prima. Ho visto l'urto di un corridore,poi caduto, su di una specie di segnale verticale,posto a ridosso delle transenne. Chi sa come è andata? Per quanto riguarda Viviani e le sue volate, deve fare sempre da solo e sfortuna vuole che si agganci alla ruota del perdente. Chi l'avrebbe detto che la tappa l'avrebbe vinta Démare? Viviani lo ha trascurato,troppo tardi per la rimonta.i